Giorgio Massignan: Preoccupazione per Piano degli Interventi in zona Nassar

Quale responsabile dell’osservatorio territoriale VeronaPolis, ho il dovere di intervenire riguardo le varianti urbanistiche approvate dalla Giunta comunale.

E’ stata superata dai fatti la concezione che l’edilizia sia il settore trainante dell’economia e che di conseguenza sia necessario costruire nuove case;  infatti, nel quinquennio 1998/2003, l’attività edilizia è cresciuta del 17,6%, mentre il PIL nazionale, nello stesso periodo, è cresciuto solo del 7,2%. E’ vero invece che in Italia, negli ultimi 40 anni, la superficie agricola è passata da 18 a 13 milioni di ettari, con una perdita pari alla somma dei territori di Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna. Il comune di Verona non è da meno e, secondo i dati censuari, nel 2000 c’erano circa 7.500 ettari di superficie agricola totale e nel 2011 circa 6.000 ettari, con una riduzione di 1.500. E’ certo che la sottrazione di superfici alle coltivazioni ha effetti negativi sul paesaggio, e di conseguenza sul turismo, oltre a minare la sicurezza del territorio, incidendo sull'assetto idrogeologico e aumentando i rischi di dissesto.

Infatti gli investimenti economici andrebbero finalizzati alle ristrutturazioni del patrimonio edilizio non o sottoutilizzato, alla demolizione di edifici che oltre che deturpare il paesaggio  non hanno più alcuna funzione e soprattutto alla messa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici. Non certamente per nuove lottizzazioni.

Nonostante l’evidente abbondanza di case vuote, circa 10.000 solo nel Comune di Verona, circa il 20% dell’intero patrimonio edilizio, oltre quattro volte quello della Germania, si insiste a costruire altri volumi. In Germania, Gran Bretagna, Francia, Olanda, come in diversi Stati e città degli Usa, i governi si sforzano di contrastare il consumo di suolo. L’esempio della Germania, vera locomotiva per l’economia europea, è esemplare:  per ridurre la richiesta di suoli per scopi edilizi, da decenni esiste una legge che obbliga il totale riutilizzo delle superfici già edificate.

Da noi, invece, si protegge con argomenti indifendibili, una pianificazione urbanistica più sensibile agli interessi immobiliari che alla tutela delle risorse comuni.

A Verona, se il Piano degli Interventi sarà realizzato, la superficie agricola subirà un’ulteriore  negativa contrazione e il territorio sarà violentemente cementificato.

Sembra impossibile che in una tale situazione possa essere approvato il piano di lottizzazione Adige Jewels, progettato dall'archistar irachena Zaha Hadid; in zona  Nassar, vicino a Parona, di fronte all’Adige;  di 74.788 metri cubi per undici fabbricati di pregio di 11 metri di altezza, con una superficie coperta di 6.780 metri quadrati.

Autorizzare le costruzioni in una zona di esondazione è incosciente. Il fiume subirà un’ulteriore canalizzazione, velocizzando le sue acque. Poi, di fronte ai disastri della prossima esondazione dell’Adige, i nostri amministratori si limiteranno a piangere e a chiedere soldi a Roma.

Giorgio Massignan
VeronaPolis