Giorgio Massignan: copertura dell’Arena e utilizzo del patrimonio storico-monumentale

Quale responsabile dell’associazione VeronaPolis, mi permetto di intervenire nel dibattito sulla copertura dell’Arena.   Ritengo che la questione vera non sia se l’eventuale copertura possa causare danni all’antico anfiteatro e se il suo impatto visivo modificare la corretta percezione dello stesso, ma su come debba essere considerato il nostro patrimonio storico monumentale.

Semplificando, esistono tre linee di pensiero su come debbano essere considerate le opere d’arte, i monumenti,  i reperti archeologici, i contesti storico-urbani e gli ambiti naturalistici-ambientali.

La prima ritiene che debbano essere valorizzati per realizzare, dalla loro fruizione,  il massimo reddito possibile.

La seconda, sostiene invece che debbano essere solo tutelati, conservati e mai utilizzati per scopi commerciali.

La terza afferma che possono essere utilizzati, ma senza modificarne la struttura ed evitando funzioni e/o eventi che ne sviliscano la loro dignità storica e culturale.

La nostra Amministrazione comunale ha sposato totalmente la prima linea di pensiero e considera i tesori culturali di una città d’arte come Verona, occasioni per ospitare i più svarianti eventi, ovviamente se  ben paganti. Così le nostre stupende piazze storiche sono state e sono costrette a subire qualunque  manifestazione, anche le meno adatte e più volgari.   I vari reperti archeologici che sono posti in luce nelle zone centrali della città, sono considerati impedimenti per   il proseguo dei lavori edilizi.

Con tale logica, il nostro anfiteatro romano deve essere messo nelle condizioni di ospitare il maggior numero di spettatori possibile e poter mettere in scena lo spettacolo con qualunque tipo di tempo: ecco l’idea della copertura. Mi chiedo se in seguito si ipotizzerà la sua chiusura termica per utilizzarla anche nei mesi più freddi. Poi la stessa sorte toccherà al Teatro Romano? Il parco delle mura sarà trasformato in un parco di divertimenti con punti di ristoro, giostre, sale video e magari comparse in costume di armigeri scaligeri? Tutto questo sarebbe coerente con la concezione che da un monumento si deve ricavare un indotto economico, altrimenti risulta  inutile.

Io invece sostengo che il nostro patrimonio storico-monumentale debba essere considerato per il suo alto valore culturale perché rappresenta la testimonianza del nostro passato, delle nostre radici e che andrebbe accuratamente evidenziato per consentirci di leggere i diversi periodi della storia della nostra città.

Una civiltà senza la  memoria del proprio passato è una civiltà orfana e priva di valori.

Con questo non contesto la possibilità di usufruire dell’Arena, del Teatro Romano, delle nostre piazze storiche e degli altri monumenti che si possono prestare a qualche utilizzo, ma sempre con il massimo rispetto per la loro struttura tipologica e senza forzarne l’uso con attività che ne violenterebbero la loro storia.

Giorgio Massignan
VeronaPolis