Gioco d'azzardo: patologico conflitto d'interessi

Mentre in radio e tv aumentano le pubblicità sul gioco d’azzardo legalizzato, ormai siamo bombardati continuamente da gratta&vinci di ogni sorta, calcio scommesse e poker on-line, la Legge di Stabilità 2015 prevedeva misure atte a contrastarlo.

Una realtà che non può continuare ad essere ignorata, si tratta della terza industria in Italia dopo Eni e Fiat, con 120 mila addetti e un fatturato da capogiro, parliamo di miliardi di euro, nell'ordine delle centinaia. Di questa imponente cifra, lo Stato incassa il 10%. Quello del gioco d’azzardo legale, e sempre di più quello on line, è un mercato che non teme crisi. A spartirsi macchinette, slot, lotterie e scommesse sportive nel nostro Paese sono dieci grandi società, che nel complesso si dividono metà della cifra. Accanto a queste, altri 1.500 concessionari, che guadagnano l'altra metà. In pratica, fanno da esattori fiscali per lo Stato.
Coscientemente evitiamo di addentrarci nei meandri del gioco d'azzardo illegale, non sapremmo davvero come uscirne.

Detto questo oltre a trovare, quantomeno curioso questo patologico conflitto d'interessi che vede questo cancro,  che distrugge uomini, donne, ragazzi, intere famiglie, causato direttamente da chi dovrebbe tutelare il nostro benessere e cioè lo Stato.
Rimaniamo altresì sconcertati dalla riluttanza delle istituzioni ad usare le misure di contrasto che la legge consente.

Su quest'argomento si è espresso il consigliere regionale del PD Claudio Sinigallia. Vi riportiamo il testo del Comunicato Stampa.

Gioco d’azzardo patologico. Sinigaglia (PD): Regione attui legge

 “Di fronte ad una Regione che continua a rimanere immobile di fronte a questo fenomeno sempre più preoccupante, bisogna agire informando il territorio e i Comuni su quanto la Legge di Stabilità 2015 prevedeva di realizzare per il contrasto del gioco d’azzardo patologico, autentica emergenza sociale che colpisce anche il Veneto”.

La presa di posizione è del consigliere regionale del PD, Claudio Sinigaglia, che annuncia così una campagna informativa destinata agli enti locali “per rimettere al centro dell’attenzione questa piaga, che ogni anno miete vittime, con danni personali e familiari pesantissimi. La Regione, purtroppo, deve ancora approvare i provvedimenti attuativi e una serie di misure che, come indicato all’art. 20 della Legge di Stabilità 2015, vanno dall’istituzione di un numero verde per l’ascolto di chi vuole uscire dal tunnel, fino ai provvedimenti che i singoli Comuni possono attuare: dallo stabilire le distanze di sicurezza tra sale giochi e luoghi pubblici frequentati da giovani, alle agevolazioni per gli esercenti che rinunciano ad ospitare nei loro locali le apparecchiature per il gioco d'azzardo”.

Secondo l’esponente democratico “informare e ricordare ai Comuni il loro ruolo centrale dal punto di vista della dissuasione dal gioco d’azzardo, diventa un modo per cominciare a combattere davvero questa battaglia. Tra l’altro non va dimenticato che, sempre secondo la Legge di Stabilità regionale, dal 1° gennaio gli esercizi nei quali risultano installati apparecchi da gioco sono soggetti all’aliquota IRAP maggiorata dello 0,2%”.

“Non va infine dimenticato il ruolo delle Ulss, che sono chiamate ad adottare programmi di prevenzione, diagnosi e cura delle persone affette da questa patologia, cui va fornito uno specifico programma terapeutico. C’è insomma molto da fare, ma se mai si comincia non potremo sperare in alcun modo di combattere questa emergenza e di salvare dalla disperazione tante persone. La Regione - conclude Sinigaglia - ha in questo senso una responsabilità enorme, cui Zaia e la Giunta devono urgentemente cominciare a rispondere”.