Gianni Burato: Infedele fino alla fine

Che Verona fosse città popolata da persone beghine e bigotte lo si è sempre saputo e ribadito. Una città "moderata e benpensante" che vede con fastidio tutto ciò che devii, anche se minimamente, dal piccolo e banale pensiero dominante. Una città piccola e provinciale che esprime tutto questo ad ogni pié sospinto. Nei giorni scorsi Verona ha arricchito il proprio invidiabile palmarès con un'altra chicca. Mi riferisco alla censura applicata da L'Arena nei confronti di un necrologio. Qui di seguito troverete il testo originale ed in grassetto le parole censurate.

"Senza parole per il necrologio, a lui proprio non piacevano.
lo saluteremo insieme e a modo suo, mercoledì 21ottobre
dalle 15 alle 17 presso la sala del commiato del Cimitero Monumentale
Non fiori ma da bere.
Iaia, Anita e Alessandro ringraziano tutti per l'affetto..."

Si tratta del testo che la famiglia del grande disegnatore veronese Gianni Burato, ha tentato di far pubblicare nella pagina dei necrologi. Quella in cui ogni parola viene pagata a peso d'oro. Nel testo della famiglia non c'erano parolacce o bestemmie e neppure offese a qualcuno o a qualcosa. E allora come mai qualcuno si è arrogato il diritto di censurare. Vogliamo sapere chi, a che titolo e con quali motivazioni è stato operato un taglio odioso ed inaccettabile. 

In un post su facebook la famiglia scrive: "...Gianni  è stato censurato tante volte, Infedele fino alla fine, l'hanno censurato anche da morto".

Agostino Mondin