Franco Bonfante su Ca' Del Bue, Piano Regionale Rifiuti e Sblocca Italia

Riceviamo da Franco Bonfante, Pd, vicepresidente di opposizione in Consiglio regionale del Veneto nella scorsa legislatura.

Continuo a leggere sui giornali e su varie mail polemiche riguardanti il Piano Regionale Rifiuti, Ca' Del Bue, l'articolo 35 della legge nota come "Sblocca Italia", spesso contraddistinte da una scarsa o grossolana conoscenza dei fatti e degli atti.
Sulla questione mi sono molto impegnato, partecipando alle riunioni della Commissione anche se non ne ero componente, presentando emendamenti che hanno ottenuto significativi risultati, organizzando incontri in tutta la Provincia.
Le critiche di altre forze politiche sono fisiologiche, procurano invece amarezza quelle - pretestuose - che arrivano da qualche esponente del partito senza conoscere fatti, dati, norme, con la conseguenza di dare un'immagine di un partito schizofrenico ed in perenne litigio.

Provo a dare qualche chiarimento, in forma di risposta alle domande più comuni che mi vengono poste:

1) Domanda: L'approvazione in data 29 aprile 2015 da parte del Consiglio Regionale Veneto del Nuovo Piano Regionale Rifiuti ha comportato l'inserimento dell'inceneritore di CA' DEL BUE nello schema di decreto del governo che prevede l'attivazione di 12 inceneritori "strategici" già autorizzati?
Risposta: NO! L'inceneritore di Ca' Del Bue era già previsto (quindi fotografato) nel precedente Piano Regionale, tra l'altro con una potenzialità maggiore, per cui la non approvazione del nuovo Piano non avrebbe cambiato nulla, come è dimostrato dal fatto che il primo schema di decreto del governo predisposto nel gennaio/febbraio 2015 (cioè 3 mesi prima dell'approvazione del nuovo Piano Regionale) già ricomprendeva l'inceneritore di Verona (cfr. giornale Edilizia e Territorio del 25 febbraio), così come il secondo schema governativo di aprile, anche questo antecedente il nuovo Piano Regionale.

2) Domanda: Il voto favorevole del PD al Piano regionale ha indebolito la posizione contraria all'inceneritore veronese?
Risposta: NIENTE AFFATTO! Il PD ha votato a favore del nuovo Piano perché, fra i tanti nostri emendamenti accolti, ne è stato approvato uno, il più importante, che porta l'obiettivo della Raccolta Differenziata anno 2020 al 76 per cento e riduce fortemente le previsioni sulle quantità di rifiuti urbani totali, residui, pro capite, ma soprattutto prevede che gli inceneritori siano due (Schio e Padova) e non tre.
In sostanza il nostro emendamento, respinto in commissione ma approvato tra la nostra stessa sorpresa in aula, stravolge il Piano Regionale, creando al suo interno una contraddizione evidente: un "Assist" vero e proprio a chi è contrario a Ca'Del Bue e che permetterà di sottolineare l'incongruenza della previsione dell'inceneritore sulla base di dati superati e resi non veritieri dal nostro emendamento.
A quel punto ho ritirato, in accordo con il capogruppo ed il nostro correlatore, il mio emendamento che avrebbe cancellato l'inceneritore dal Piano, poiché, dopo gli interventi dei capigruppo di maggioranza e dell'Assessore, era chiaro che sarebbe stato respinto. La sua bocciatura, questa sì, avrebbe procurato un grave danno alla nostra battaglia contro l'inceneritore, riducendo l'effetto dell'emendamento sulla raccolta differenziata, esplicando un potenziale e negativo ruolo interpretativo.

3) Domanda: Ed ora cosa si può fare per togliere l'inceneritore di Ca'Del Bue dall'elenco del decreto del governo?
Risposta: Occorre portare a conoscenza del Ministro e del governo, prima della conferenza Stato/Regioni i dati reali, cioè quelli che emergono dal nostro emendamento e che dimostrano la non sostenibilità anche sotto il profilo economico dell'inceneritore e la contraddittorietà rispetto agli obiettivi di raccolta differenziata, che in Veneto è del 76 per cento, mentre lo schema del decreto si ferma al 65 per cento.
Ovviamente occorre agire con la massima unità a tutti i livelli, verificando inoltre nei fatti se la posizione di Zaia dichiarata sui giornali (contrarietà a ricevere rifiuti fuori dal Veneto) corrisponda ad una coerente azione anche in conferenza.
Qualora il DPCM confermasse l'inserimento dell'inceneritore, vi sono motivi tecnici e giuridici per un eventuale ricorso.

4) Domanda: Come mai il PD ha votato a favore del Nuovo Piano Regionale?
Risposta.: Perché, oltre a quello importantissimo sulla percentuale di raccolta differenziata, quasi tutti i nostri emendamenti, in Commissione e in aula, sono stati accolti.
Per quanto riguarda la nostra Provincia, di particolare rilievo gli emendamenti che impediscono per il futuro la realizzazione o l'ampliamento di discariche nei comuni di ricarica degli acquiferi o a monte degli stessi (Verona, Valeggio, Sona, Sommacampagna, Villafranca, Povegliano, Mozzecane, Zevio, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, ecc...), cioè proprio di quei territori dove maggiori sono i progetti presentati e le richieste di autorizzazione di nuove discariche di rifiuti industriali, anche per la presenza di cave dismesse.
E ancora: le distanze imposte tra discariche e tra discariche ed aereoporto, la trasparenza negli assetti societari delle imprese che realizzano e gestiscono impianti di trattamento dei rifiuti,
Il divieto di realizzazione di discariche di amianto in aree fragili (impedendone quindi quelle progettate a Roverchiara e Bergantino ai confini con Legnago, Cerea e Casaleone), la sospensione dell'inceneritore di pollina di Castagnaro (non la sua cancellazione, purtroppo, come ho letto in una mail errata: la cancellazione non era possibile per motivi tecnico/giuridici, in quanto la pollina non rientra nella tipologia dei rifiuti) ed altri....

5) Domanda: C'erano alternative migliori al voto favorevole?
Risposta: L'approvazione del Piano era nell'interesse del Veneto: abbiamo evitato una sanzione europea ed approvato un piano che, in gran parte, corrisponde alla nostra linea ed azione di tanti anni, salvaguardando ambientalmente aree importanti del Veneto e del veronese. Peraltro, in Regione l'astensione equivale a voto contrario. Un'azione ostruzionistica per far saltare il Piano a dopo le elezioni sarebbe stata sbagliata e molte delle "conquiste" realizzate, dato il risultato elettorale, non avrebbero visto la luce.