Via, forse, con le grandi opere, ma le strade restano rotte

Gli annunci del Sindaco Tosi sull'"imminente" partenza delle grandi opere fanno ormai parte del folclore cittadino. Ma la realtà in cui vivono i veronesi racconta di una città diversa, con le strade sempre rotte e senza soldi per ripristinarle. Un sistema fognario da rifare in molte aree del centro e una cronica difficoltà a manutendere a dovere le infrastrutture esistenti. E' il caso, ad esempio, del sovrappasso di Viale Piave che, stando ad una relazione alla Giunta comunale del settembre scorso, necessita di un intervento "urgente e improcrastinabile" ai giunti di dilatazione, alle barre di armatura e ai parapetti laterali per un importo stimato di circa 400 mila euro. Prima di realizzare l'opera faraonica del Traforo il Sindaco pensa di riuscire a risolvere questi “piccoli” problemi che affliggono i comuni mortali? Magari utilizzando gli utili delle municipalizzate (cioè di Agsm)?

Non abbiamo mai avuto come oggi tante aziende pubbliche con i vertici indagati e in qualche caso costretti a dimettersi, eppure il Sindaco si fa vanto che in Agec “non ci sono politici indagati”. Veniamo poi a sapere che è merito suo, che ebbe a definire “quattro sassi” i reperti archeologici, se durante le Feste sono arrivati tanti turisti in città. Una città la cui principale industria culturale, la Fondazione Arena, si regge in solo grazie all'aumento dei contributi statali. Una città che avrebbe dovuto ripartire grazie al Piano degli Interventi il cui flop ha però costretto la giunta a chiudere con tre anni di anticipo la programmazione urbanistica 2012-2017 e aprire alle proposte dei privati previste per quinquennio 2017-2022. Se questa, per Tosi, è una città modello poveri veronesi. 

Michele Bertucco, capogruppo Pd in Consiglio comunale