Fiorenzo Fasoli: “Dove vive D'Arienzo? Il suo è il canto del cigno”

fasoli d'arienzo il canto del cigno

Il segretario di Rifondazione risponde al deputato PD: “Autolesionistico è l'accordo tra Renzi e Tosi: i nemici D'Arienzo li cerchi in casa sua. L'Ulivo appartiene ad un'altra epoca, ora Verona in Comune”.

“Dove vive D'Arienzo?” si chiede Fiorenzo Fasoli, dopo aver letto sui giornali le ultime dichiarazioni del deputato democratico sulle presunte responsabilità della sinistra veronese. “A forza di stare a Roma, sembra che D'Arienzo non sappia più quel che accade sotto la Torre dei Lamberti… lui dov'era quando il PD sfiduciava il suo ex capogruppo Bertucco perché troppo ostile all'amministrazione Tosi-Giacino, reo anche di aver votato No al Referendum Costituzionale? Dov'era quando Renzi in prima serata definiva Tosi “un sindaco capace e competente”, mai smentito dai dirigenti locali del suo partito? Dov'era quando il PD veronese lavorava ad accordi, mai negati, con i tosiani di Fare! per le elezioni amministrative?" replica il segretario di Rifondazione.

Sull'Arena del 28.12, proprio accanto alle accuse di D'Arienzo alla sinistra, vengono riportate le posizioni del segretario del PD Albertini rispetto alla scelta di Casali di “tradire” Tosi, e quindi il PD, dimostrando così ben poca riconoscenza nei confronti del PD che, insieme al Sindaco, ha sostenuto Gasparato, casaliano di Verona Domani, per la presidenza della Zai. "Ma di cosa stiamo parlando?" si domanda Fasoli, "forse sarebbe meglio che D'Arienzo guardasse in casa sua, prima di accusare gli altri di autolesionismo…”.

“Autolesionistica è stata la scelta del PD di virare a destra e non a sinistra, di allearsi con Tosi, convinto sostenitore del Sì al referendum e delle riforme del governo Renzi, di sfiduciare Bertucco, di tradire lo spirito della coalizione del 2012 e di aver reso così impraticabile qualsiasi ipotesi di centrosinistra. D'Arienzo si può scordare – prosegue Fasoli – di trovare in noi la copertura a sinistra per fare il suo gioco. È ora che si parli di programma, di problemi reali della popolazione, di diritti sociali e di quale idea di città abbiamo. Meno politicismi, più politica. Noi abbiamo lanciato, con Sinistra Italiana, la proposta raccolta nel documento Verona in Comune, la parola alla città. Il percorso è aperto a tutte e tutti e focalizzato sulle proposte. Abbiamo già ricevuto delle risposte positive, sarà questa la vera novità delle prossime amministrative”.

“Oltre a vivere in un altro luogo, D'Arienzo sembra vivere anche in un altro tempo storico: l'Ulivo è un'esperienza che appartiene ad un'altra epoca, riesumarla strumentalmente ora non ha alcun senso, ne è passata di acqua sotto i ponti ed il quadro politico è completamente stravolto rispetto a dieci anni fa. A parlare di Ulivo è rimasto solo lui, inascoltato dentro e fuori il suo partito. Per affermare oggi che il PD debba essere il perno di una coalizione di centrosinistra ci vuole un bel coraggio, per poi tacciare la sinistra di marginalità, non senza arroganza. Chi sarebbe marginale, noi che stiamo con la CGIL contro il Jobs Act, che abbiamo vinto dicendo No ad una pessima riforma costituzionale, che lavoriamo per una Verona diversa insieme ai comitati e alla società civile? Il PD non è mai stato così lontano dai ceti popolari, dai bisogni reali della cittadinanza e dalle periferie come ora. Forse D'Arienzo farebbe bene a condurre la battaglia interna al suo partito – conclude Fasoli – invece che scaricare all'occorrenza su altri responsabilità inesistenti. Il suo appare, sempre di più, come il canto del cigno”.

Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Verona

Clicca QUI per leggere o scaricare il documento Verona in Comune, la parola alla città.