Film Festival della Lessinia, la prima giornata

La prima giornata del Film Festival della Lessinia è partita col tutto esaurito. Nel pomeriggio la sezione Montagne Italiane ha visto la proiezione di due bellissime storie: quella di Ettore Castiglioni e quella di Quintino Corradini
"Oltre il confine. La storia di Ettore Castiglioni" racconta le vicende di un alpinista importante ma poco conosciuto. Amante della musica, soldato e poi partigiano, Castiglioni è un giovane di buona famiglia che con un gruppo di ex commilitoni inizia ad accompagnare persone ad attraversare il confine con la Svizzera e mettersi in salvo. Siamo dopo l'8 settembre del '43. I diari di Castiglioni terminano nel marzo del '44. Poco dopo, arrestato in Svizzera, tenta la fuga da Maloja, dove era detenuto. Avvolto in una coperta, senza scarponi né abiti tenta la salita del Ghiacciaio del Forno dove muore assiderato. Ettore Castiglioni era spesso a Tregnago in vacanza nella villa di famiglia.

Quintino Corradini ha 93 anni e da 38 vive solo, in un maso ad Aroldo, località della Val di Fiemme. Nel maso non c'è corrente elettrica né acqua corrente ma lui insiste a viverci con i propri animali, circondato dalle foto di Stalin, e Che Guevara, accompagnato dai suoi ricordi di partigiano sfuggito al lager di Mauthausen per pura fatalità.
La sua presenza al festival è stato un grande regalo per tutti i presenti. Forza, coraggio e coerenza nel parteggiare sempre per gli oppressi, gli sfruttati e i proletari. I valori della solidarietà e del comunismo e l'invito ad una vita da vivere a lungo e senza stress per Corradini sono un baluardo insuperabile che lo farà vivere ancora a lungo.

Prima di cena la proiezione di "Vazante", film in b/n di produzione portoghese e brasiliana. Monti della Diamantina, Brasile, 1821, la schiavitù è ancora in vigore. Una bambina di 12 anni viene fatta sposare ad un ricco possidente. La storia di questa bambina si intreccia con quella degli schiavi che vivevano nella piantagione immersa all"interno della foresta. Una storia tragica di sfruttamento ed abbruttimento che il b/n ha saputo sottolineare e valorizzare appieno. Dopo l'evento speciale di apertura, i primi film in concorso.
"La Lana è nell'aria", prima proiezione mondiale al Film Festival della Lessinia, racconta la riscoperta della lana, prodotto fino a pochi anni fa destinato all'eliminazione, sconfitto da tutti i prodotti in fibra sintetica. Ora assistiamo ad un grande ritorno, ad una nuova e diversa creatività che in questa parte della Svizzera romancia sta portando ritorni economici interessanti agli allevatori e produttori locali. Pecore e lana sugli scudi, dunque. Un buon modo racconta la regista Susanna Fanzun, per tenere puliti e "ortolati" i prati scoscesi di questa parte di montagna.

A seguire "La ciudàd perdida", film cileno del 2016. Film dalla bellissima fotografia, film onirico che non è però riuscito a comunicare in modo efficace l'idea dell'esistenza di questa Città d'oro dei Cesari. Secondo gli abitanti di Aysén, in Patagonia, in qualche valle sperduta della loro regione esiste questa città, luogo magico di benessere e armonia. Il film vuole essere il racconto del viaggio alla ricerca di questo luogo/ sogno ad occhi aperti compiuto da un avventuriero.
Bella la fotografia ma il racconto caotico ed una fastidiosa voce fuori campo non hanno certamente contribuito ad una facile comprensione e digestione del racconto. 
Tutto questo mentre su Boscochiesanuova imperversava un forte temporale che ha fatto scendere la temperatura ai 14 meravigliosi gradi.

Agostino Mondin