FFdL: Maggiani, l'India e l'Algeria

Ieri ultima giornata del FFdL. Manca solo la premiazione di oggi pomeriggio e poi anche il Film Festival della Lessinia n°23 potrà andare in archivio.  L'edizione di quest'anno è sicuramente quella del record di presenze di pubblico. 

La giornata è iniziata con la proiezione de "Il Passatore", film italiano del 1947 diretto da Duilio Coletti. 

Stefano Pelloni, Il Passatore, si dà alla macchia dopo aver ucciso un rivale in amore. Siamo in Romagna attorno alla metà del 1800. Dopo essersi dato alla latitanza il Passatore si caratterizza come una sorta di Robin Hood che ruba ai ricchi per dare ai poveri. Bellissimo b/n con un cast di attori ed uno staff di regia davvero superbi.

Nel pomeriggio al festival arriva Maurizio Maggiani. Sala del teatro quasi piena ed un'ora frizzante durante la quale Maggiani ha raccontato di sè, della famiglia, del suo rapporto con la natura e la religione.
"La zecca e la rosa, esordisce, sono i miei 15 minuti di libertà quotidiana in cui me la vedo con il creato. Non ci sono umani".

Maggiani è un torrente in piena nonostante un dolore ad un ginocchio lo tormenti. 

La battaglia perduta con le formiche, il ritorno delle alzavole, segno che la vita continua, l'ordine e i segni dell'uomo, gli alberi ed i muretti della Lessinia...

Frizzante e curioso delle cose e della vita Maggiani ci racconta del padre silenzioso, e della zia Carla con la sua prima moto. Zia Carla, proviene da una famiglia di anarchici in un paesino che votava comunista all'80%. Lei da vera rivoluzionaria votava Democrazia Cristiana. Maurizio Maggiani ha raccontato molte altre cose, molti altri episodi ed aneddoti. Sarei rimasto ad ascoltarlo ancora per molto tempo.

Ma il festival incalza e ci sono da vedere i film in concorso.

"Il mio nome è Eeooow" è un film indiano che racconta dell'esistenza di un piccolo villaggio situato nel nord-est indiano, vicino ai confini col Bangladesh, dove ai nomi normali viene aggiunto uno cantato. Si tratta di nomi unici che identificano una sola persona. La madre inventa la melodia subito dopo il parto. La costruzione di strade che avvicinano il villaggio alla città sta comportando però la lenta scomparsa di questa tradizione che vive in questo villaggio ed in una quindicina di limitrofi.

L'ultimo film, "Samir nella polvere" ci porta in Algeria ai confini con il Marocco. È un racconto intimo e privato. Alla morte del padre, il regista, nato e vissuto a Parigi, torna in Algeria ed incontra il nipote Samir. Contrabbandiere di benzina, il giovane parla dei suoi desideri, delle sue speranze e delle sue delusioni. "Samir nella polvere" è film intenso e con una notevole fotografia.

Quando termina il dibattito con il regista sono le 23:30 e fuori sono appena iniziate le note di una serata che proporrà la storia del rock. Piazza del festival, affollatissima come sempre, chiacchiere, vino, birra e balli.

Oggi sapremo chi ha vinto questa ottima edizione del festival.

Agostino Mondin 

Ultima serata della XXIII edizione del Film Festival della Lessinia