FFDL il festival del martedì

Il festival del martedì apre alla grande con la proiezione in lingua originale di "A perfect day" film spagnolo del 2015 ambientato sulle montagne della ex Jugoslavia.
Nel pomeriggio giusto il tempo di assaporare l'ottimo "Sette Cime" bel film di 22 minuti inserito nella sezione bambini e ragazzi e poi su di corsa in Sala Olimpica per Parole Alte e l'incontro con Elena Dak. Antropologa di formazione la Dak presenta il suo libro "Io cammino con i nomadi", la sua esperienza di 5 settimane assieme ai Bororo, allevatori nomadi del Ciad che vivono nella regione semidesertica del Sahel. Il suo è un racconto intenso, intimo e rispettoso di una popolazione e di una cultura che sta velocemente scomparendo. Camminare con i nomadi, racconta Elena Dak, significa votarsi all'essenziale. I Bororo si spostano ogni 2 o 3 giorni e quindi non è pensabile che lo possano fare con le modalità di noi stanziali quando ci accingiamo ad un nostro trasloco.
"Vedo i nomadi e non so resistere" dice Elena Dak.
" Io sono innamorata e appassionata della polvere", afferma l'autrice riferendosi a quella polvere che i piedi sollevano nel camminare. Parole e immagini entrano nel vivo e nel concreto della vita di questa popolazione. L'occhio della Dak non fornisce un' osservazione esterna e distaccata ma parla di vicinanza, contatto e condivisione, specie con le donne che come sempre sono quelle che si sobbarcano la maggior parte dei lavori. Elena Dak avverte l'urgenza di fissare in immagini e testimoniare l'esistenza di culture che come quella dei Bororo stanno scomparendo. Per questo ha già in preparazione un altro viaggio con destinazione ignota ma sempre in Africa.
Alle 18, in concorso, la proiezione di "Tharlo" , film cinese per la regia di Pema Tseden. È un lento e lungo film in bianco nero. Un ingenuo pastore tibetano di 40 anni si fa infinocchiare da una giovane parrucchiera di città che lo illude di essere innamorata di lui e poi gli sottrae i 160 mila yen che lui aveva ricavato dalla vendita di un gregge di pecore, per la maggior parte non suo.
La sera vede la proiezione di "Donna Forte", film polacco del 2014. Nel villaggio di Tindi, sulle montagne del Daghestan, vive Jamilat, donna robusta e abituata a combattere sempre. Lei fonda la sua vita sulla fede, "chi crede non può sbagliare" e sulla voglia di battersi sempre. Senza lottare, dice, non si raggiunge alcun obiettivo. Un racconto reale e molto energico di una realtà dove ancora una volta sono le donne a sobbarcarsi la maggior parte del peso dei lavori  quotidiani.
Chiudiamo con "Reveka", film belga che racconta la vita dei minatori in una miniera sulle Ande boliviane. Ci sono voluti 7 mesi di lavorazione per riprendere condizioni di vita per noi impensabili. Uomini che lavorano in condizioni estreme col rischio di morire in ogni momento. Film crudo di persone consapevoli della loro realtà e che affrontano tale situazione quasi con fatalismo.  Bravissimi gli autori nel rendere palpabile e visibile un mondo, quello dei minatori e delle miniere, di una durezza inimmaginabile.
Oggi, per Parole Alte, sarà il turno della filosofa Adriana Cavarero che parlerà sul tema "Caverne: da Platone a Kafka. Alle 16 la sezione dedicata ai bambini, poi alle 18 ed alle 21 i film in concorso. Si chiude la serata con l'esibizione musicale del Disperato Circo Musicale.