Fai-Fondo Ambiente Italiano e Università di Verona insieme per la valorizzazione del Lazzaretto

Il FAI – Fondo Ambiente Italiano e l’Università di Verona - Dipartimento Tempo, Spazio, Immagine, Società si apprestano a stringere una convenzione di durata triennale finalizzata ad attivare studi scientifici e ricerche multidisciplinari per la valorizzazione del Lazzaretto e del suo contesto.

Il 3 ottobre 2014, grazie all’intuizione e all’impegno della Delegazione FAI di Verona, il Lazzaretto è stato affidato dal Comune al FAI con l’obiettivo di riqualificare un’area della città attualmente isolata e degradata e di restituire ai Veronesi, restaurato, gestito e valorizzato, un monumento che appartiene alla loro storia, immerso in un angolo di paesaggio rurale e naturale intatto a pochi minuti dal centro.

Il Lazzaretto, progettato dall’architetto Michele Sanmicheli – il più grande d’Italia dopo quelli di Milano e Venezia -  è stato costruito tra il 1549 e il 1628 per ospitare i malati contagiosi in una sede isolata ma vicina al centro di Verona. Nel 1630, quando scoppiò in città un’epidemia disastrosa di peste – la stessa che colpì Milano, descritta da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi - arrivò ad accogliere fino a 5000 malati. La struttura fu utilizzata in seguito come ospedale militare durante la campagna napoleonica e successivamente come deposito di polveri e munizioni, le stesse che ne causarono la quasi totale distruzione in occasione di una violenta esplosione, avvenuta il 20 maggio del 1945, in cui persero la vita almeno 30 persone.

Il FAI ha iniziato i lavori a dicembre 2014: ad oggi ha completato la pulizia generale dell’area e la liberazione dalla vegetazione infestante e sta portando avanti il vaglio superficiale del terreno a scopo di bonifica da ordigni bellici e il rilievo dettagliato del monumento. Il prossimo passo sarà la redazione di un progetto di restauro e valorizzazione che sia capace di esprimere al meglio identità e potenzialità di questo luogo speciale e che sia dunque fondato su una conoscenza preliminare approfondita, originale ed esaustiva del monumento e del suo contesto.

Per acquisire tale conoscenza il FAI ha deciso di avvalersi della collaborazione dell’Università di Verona – Dipartimento Tempo, Spazio, Immagine, Società, inaugurando una modalità di intervento sui propri beni sempre più fondata sull’approfondimento scientifico e multidisciplinare della conoscenza dei luoghi e sull’attivazione e partecipazione delle migliori risorse del territorio alla costruzione di un progetto di valore comune.

La collaborazione prevede il coinvolgimento di numerosi docenti del Dipartimento Tempo, Spazio, Immagine, Società, che, ognuno per le proprie competenze, coordineranno attività di studio e ricerca mirate alla conoscenza del Lazzaretto veronese nell’aspetto, nella storia, nella funzione, nello spazio e nel tempo. Le attività saranno supportate da un finanziamento del FAI per l’attivazione di borse di studio destinate a giovani studiosi.

L’obiettivo della collaborazione tra FAI e Università di Verona è costruire un patrimonio di conoscenza sul Lazzaretto e il suo paesaggio, trasformandolo in un fulcro di interesse culturale per la cittadinanza e il punto di partenza per future ricerche sulla storia e conformazione della città.

Le ricerche, oltre ad alimentare di contenuto restauri, allestimenti e attività del FAI al Lazzaretto, confluiranno in un volume monografico a cura dell’Università di Verona e in altre pubblicazioni divulgative. Grazie alla Delegazione FAI di Verona, il FAI e l’Università si impegnano inoltre ad organizzare periodici incontri pubblici per comunicare alla cittadinanza stato di avanzamento delle ricerche.

Durante il primo anno di collaborazione, si intendono approfondire i seguenti argomenti:

1. Il paesaggio in età romana e tardo-antica (coordinamento dei proff. Patrizia Basso e Fabio Saggioro): si lavorerà alla raccolta e lettura delle fotografie aeree, per evidenziare tracce naturali e antropiche nel paesaggio circostante, ricostruire i vecchi corsi dell’Adige e individuare strutture e infrastrutture insediative; si procederà inoltre al censimento dei dati archeologici individuati nell’area nel corso dei secoli e alla realizzazione di un sistema GIS per la gestione dei dati;

2. Il paesaggio in epoca medievale e moderna: (coordinamento del prof. Silvino Salgaro). Partendo dalla raccolta della cartografia disponibile, tanto manoscritta (presente negli archivi di Stato di Venezia e Verona) che a stampa (reperibile presso enti cartografici e biblioteche), si cercherà di incrociare dati puntuali e informazioni areali per ricostruire le caratteristiche territoriali che hanno indotto la comunità urbana a scegliere quel sito per la collocazione del Lazzaretto;

3. La storia edilizia del Lazzaretto (coordinamento del prof. Gian Maria Varanini): si procederà ad una mirata ricerca della ricca documentazione solo in parte edita e studiata, testuale, grafica e cartografica, conservata presso l’Archivio di Stato di Verona, per ricostruire la storia architettonica dell’edificio a partire dall’approvazione del progetto di Giovanni Giacomo Sanguinetto nel 1547 e dalle curiose dinamiche del suo cantiere, fino al principio del XVII secolo;

4. L’organizzazione e la funzione del Lazzaretto (coordinamento della prof.ssa Marina Garbellotti): attraverso l’analisi di documenti editi e inediti e delle strutture rimesse in luce anche grazie ai lavori in corso, si indagheranno il ruolo del Lazzaretto nel programma dei provvedimenti attuati dall’amministrazione cittadina per contrastare il propagarsi della peste; l’organizzazione interna dell’istituto assistenziale (personale, approvvigionamento, misure repressive, cure impartite); il trattamento degli appestati; la commistione tra sanità e commercio, cioè la funzione del Lazzaretto all’interno del sistema doganale.

Nel prosieguo il quadro delle ricerche si amplierà anche allo studio storico-artistico dei complessi monastici medievali vicini (San Michele, San Pancrazio e San Martino al Corneto) (proff. Fabio Coden, Tiziana Franco, Monica Molteni, Clara Rossi), alla lettura del Lazzaretto nella pittura veronese del ‘500 (prof.ssa Alessandra Zamperini), allo studio della funzione svolta dal monumento nell’Ottocento e Novecento, sulla percezione del luogo - Lazzaretto e ambiente fluviale - oggi (Delegazione veronese del FAI),  e altro.