Fabi, Gazzè, Silvestri: quando l'unione fa la forza

"Questa è la dimostrazione che l'unione vince sempre sul singolo". Con queste parole Niccolò Fabi ha congedato il pubblico accorso al Palafabris sabato sera alla fine del meraviglioso concerto che aveva appena terminato insieme agli amici Max Gazzè e Daniele Silvestri. Un concerto in cui il trio ha dato tutto quello che poteva dare e che si è sorprendentemente rivelato una riscoperta del repertorio dei singoli cantautori. Già, perchè chi si aspettava una celebrazione de "Il padrone della festa", l'album del trio uscito a fine settembre 2014, in realtà ha dovuto ricredersi: sono state, sui 28 complessivi (per un totale di oltre due ore e mezza di performance), soltanto cinque i brani tratti da quest'ultima opera , mentre per il resto è stato un continuo susseguirsi, anche nel tentativo spesso riuscito di dare una certa "consecutio logica", di pezzi tratti dal repertorio di ciascuno dei tre musicisti. Una specie di "best of" (perchè di questo si è trattato) che ha permesso ai fan accorsi al Palafabris (stracolmo in ogni ordine di posto) di apprezzare anche la reinterpretazione degli stessi brani nel nuovo contesto.

Accompagnati fra l'altro da una super band di sei elementi (formata, di fatto, dai migliori strumentisti che compongono solitamente le band che seguono Silvestri, Fabi e Gazzè durante le loro rispettive tournè), è stato particolarmente soddisfacente vedere ciascuno dei tre che, quando si interpretava la canzone di un compagno, mettersi letteralmente a disposizione - da vero musicista - per dare il maggior supporto possibile al cantante di turno e riuscire in questo modo a dare una versione aggiornata, più fresca e in definitiva nuova del brano stesso. Insomma, una continua sorpresa, con il pubblico che di volta in volta vedeva la qualità delle scelte e delle interpretazioni sempre più alta fino al gran finale. La scelta dei brani, poi, non ha risparmiato nessuna hit, portando di fatto ben presto l'atmosfera a livelli eccelsi. 

Su tutti giganteggia Niccolò Fabi, che riesce a dare davvero tutto quello che ha per i suoi compagni di viaggio e soprattutto per il pubblico, mentre un gigionesco Max Gazzè, con il suo basso, sostiene non solo vocalmente le performance degli altri due. Infine Silvestri, che al piano se la cava quasi meglio che con la chitarra, risulta nel mood forse più malinconico, ma alla fine è quasi un "arbitro" che riequilibria i due "estremi" Fabi/Gazzè. E guarda caso tocca proprio a lui rivestire questo ruolo nella simpatica "L'avversario", il brano che vede i pugili Max e Nicc confrontarsi a colpi di note e frasi ad effetto. 

"Non si tratta di minore libertà", spiegano i tre dopo le prime sei, sette canzoni in una divertente pausa che permette, peraltro, alla band alle loro spalle di posizionarsi dietro un grande tendone bianco su cui sono state proiettate fino a quel momento immagini e luci. "Anzi, è esattamente il contrario. Grazie a questa formula ciascuno di noi è stato libero di fare quello che voleva". E proprio di questo si è trattato. E il pubblico, infatti, lo percepisce. E percepisce il grande divertimento e la spontaneità dei tre che non a caso a metà concerto non si esimono dall'improvvisare letteralmente un blues "attaccato" da Fabi con la chitarra e seguito da Gazzè al basso, ma non compreso da Silvestri al piano, il quale interrompe tutto dicendo, semplicemente: "Aò, nun ve seguo". L'arrangiamento reggae-punk de "Il mio nemico" dello stesso Silvestri è una chicca nel concerto, mentre i vari medley che vengono disseminati qui e là (stratosferico quello de "L'autostrada/Corazon Espinato", suggestivo quello che da "Capelli" porta a "L'Y10 Bordeaux") sono solo una delle tante belle sorprese dedicate al pubblico. "Vento d'estate", l'hit di Fabi/Gazzè di tanti anni fa, fa cantare il pubblico a sguarciagola, ma è lo stesso Gazzè con "La favola di Adamo ed Eva" e, nei bis, "Una musica può fare" a scatenare il pubblico in balli e canti davvero entusiasmanti. Fabi giganteggia con le proprie canzoni ("Il negozio di antiquariato", "Costruire", "Lasciarsi un giorno a Roma" e con la reinterpretazione di "Mentre dormi" di Gazzè, cantata divinamente solo con l'accompagnamento della chitarra) è il vero valore aggiunto del concerto.

Nei bis è un alternarsi di brani di Gazzè e Silvestri, che canta anche la significativa "Gino e l'alfetta" dedicata al mondo gay, particolarmente apprezzata anche per quel sound molto dance che ha permesso al pubblico di scaldarsi in vista della sempre molto ironica "Salirò", brano presentato a San Remo tanti anni fa .

Sull'ultimo bis, dopo che il pubblico ha acclamato a gran voce i tre per farli uscire, davanti ad una suggestiva scenografia che rappresentava il sole, i tre hanno cantato l'ultimo brano del loro cd, "Il padrone della festa", che è anche la title track. Alla fine il pubblico rimane lì ancora a lungo ad applaudire e ad ammirare i nove elementi sul palco che, emozionati, si abbracciano e ballano, felici per un concerto che probabilmente li ha visti suonare di fronte ad una platea vastissima che singolarmente non sarebbero mai riusciti a racimolare, ma che visto tutto insieme in questo contesto "corale" assume un valore davvero forte. E' proprio vero, in fondo: l'unione fa la forza.

Ernesto Kieffer

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SCALETTA:

Alzo le mani (Fabi, Silvestri, Gazzè)

Occhi da orientale (Silvestri)

Una buona idea (Fabi)

Il timido ubriaco (Gazzè)

Strade di Roma (Silvestri)

Il solito sesso (Gazzè)

E' non è (Fabi)

Come mi pare (Fabi, Silvestri, Gazzè)

Vento d'estate (Fabi, Gazzè)

Il mio nemico (Silvestri)

L'avversario (Fabi, Silvestri, Gazzè)

L'amore non esiste (Fabi, Silvestri, Gazzè)

Life is sweet (Fabi, Silvestri, Gazzè)

Mentre dormi (Gazzè, cantata da Fabi)

Costruire (Fabi)

L'autostrada (Silvestri)/Corazon Espinado 

Capelli (Fabi)/L'Y10 bordeaux (Silvestri)

Cara Valentina (Gazzè)

Il negozio di antiquariato (Fabi)

Testardo (Silvestri)

La favola di Adamo ed Eva (Gazzè)

Lasciarsi un giorno a Roma (Fabi)

Salirò (Silvestri)

 

BIS:

Sornione (Silvestri)

Una musica può fare (Gazzè)

Gino e l'alfetta (Silvestri)

Sotto casa (Gazzè)

Il padrone della festa (Fabi, Silvestri, Gazzè)