Emergenza smog in Veneto le proposte del M5S

L'emergenza smog riguarda tutto il paese non colpisce solo il Veneto, anche se la situazione in Pianura Padana è particolarmente grave. Infatti, la nostra pianura da giorni, è sepolta da una spessa coltre di nebbia. L'alta pressione si è stabilizzata sul Paese e uno degli effetti di questo fenomeno è l'assenza quasi totale di correnti che 'puliscano' l'aria dalle sostanze inquinanti prodotte da vetture, impianti di riscaldamento e industriali facendo aumentare, di conseguenza, i valori del pm10 responsabile degli allarmi nelle grandi città degli ultimi giorni.
Crisi, che a nostro avviso, andrebbe risolta, non solo con gli indispensabili interventi speciali per fra fronte all'emergenza, ma con piano d'interventi a lungo termine che modifichi una politica ambientale a dir poco dissennata.
In attesa delle risposte della politica, riceviamo, e pubblichiamo, il comunicato stampa del Movimento 5 Stelle con le osservazioni e le proposte dei Consiglieri veneti. (C.I.)

 

“Lo smog sta rendendo le città italiane sempre più simili a Pechino. Come ai tempi delle grandi guerre, le città italiane non sono state bombardate dalle potenze straniere, ma vivono sotto l’assedio di nemici silenziosi”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Manuel Brusco, commentando i dati relativi allo smog in Veneto e annunciando le iniziative dei pentastellati.

“Chiediamo soluzioni concrete perché - spiega il capogruppo Jacopo Berti - il fallimento delle politiche antismog in Veneto è il fallimento della politica, locale e nazionale. Manca da sempre un piano strategico di mobilità, - precisa - si insiste solo sulla costruzione di autostrade inutili. Occorre che il trasporto pubblico diventi la scelta più conveniente e rapida per i cittadini e non sia una punizione quando l’aria si fa pesante. Serve anche intervenire massicciamente sulla mobilità elettrica e sull’efficientamento energetico degli edifici, anche sostituendo le vecchie caldaie. Ben vengano quindi i contributi per incentivare la rottamazione delle stufe tradizionali con impianti ad alta efficienza energetica, il divieto d’uso in aree a rischio di inquinamento atmosferico degli apparecchi peggiori e insostenibili dal punto di vista ambientale per il riscaldamento degli edifici”.

“Quello che però ci fa più rabbia è l’ipocrisia di chi ci governa – continua Berti - schiavi delle lobby energetiche, con interessi nei combustibili fossili, subito pronti a chiedere sforzi ai cittadini, quando sulle centrali a carbone l’Italia è nella top 30 delle più inquinanti (WWf)”.

“Una di queste centrali è quella di Fusina - spiega la consigliera regionale di Venezia Erika Baldin - I nostri colleghi a Venezia hanno presentato al sindaco Brugnaro delle proposte di intervento emergenziale, alle quali vogliamo dar eco. Chiediamo ai soggetti responsabili della maggior parte delle emissioni, Enel centrale e carbone “Palladio” e in seconda istanza nei confronti dei gestori degli impianti più impattanti del petrolchimico, e degli altri impianti in relazione a ciascun contesto territoriale, di fermare momentaneamente gli impianti fino a quando l’emergenza non sarà cessata”.

“Confidiamo che una volta superata questa emergenza non se ne debba aspettare un’altra per poter parlare del tema. - concludono i 5 Stelle - Questo triste episodio deve responsabilizzare tutte le forze politiche - oltre che i cittadini - ad attuare comportamenti virtuosi a lungo termine per risolvere definitivamente e non solo a tamponare il problema”.