Emergenza migranti. Moretti: scontro istituzionale, rischio caos incontrollabile

 “Il Veneto si trova nel pieno di uno scontro tra livelli istituzionali che è a dir poco sconcertante. Se non prevarranno il dialogo e il coordinamento la situazione è destinata a trasformarsi da emergenza in caos incontrollabile e pericolosissimo. Ciò che è accaduto a Quinto di Treviso è un campanello d’allarme molto grave. In primo luogo va condannata senza riserve la violenza di chi, in segno di protesta, si è reso protagonista di un episodio di illegalità lampante. Ma non posso nemmeno accettare che chi ricopre alte cariche, a partire dal presidente Zaia, diventi fomentatore di rabbia e di scontri sociali che rischiano di diventare ingestibili”: a dirlo è la capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Veneto, Alessandra Moretti.

L’esponente Pd ha proseguito sottolineando che “quando Zaia parla di ‘dichiarazione di guerra’ in riferimento al Prefetto di Treviso o sostiene che si sta ‘africanizzando il Veneto’, usa parole che vanno in senso contrario alla necessità di gestire questa emergenza in modo responsabile e lontano dalle strumentalizzazioni politiche. Da giorni chiedo che vi sia un confronto costruttivo e franco tra Regione e Prefetto di Venezia, che ha il compito di coordinare i Prefetti del Veneto. E’ necessario che tutti siano al corrente delle decisioni da prendere e che queste vengano assunte in modo concordato”. “Ho già dato avvio – annuncia Alessandra Moretti - alla raccolta di firme per la convocazione di un Consiglio straordinario chiedendo che venga invitato il Prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia e, attraverso l’Anci, i sindaci del Veneto, che si vedono scaricato sulle spalle tutto il peso di questa emergenza”.

Ha concluso la capogruppo Pd: “Siamo di fronte ad una bomba sociale ad alto potenziale. Oggi la situazione è precipitata: bisogna intervenire con il massimo senso di responsabilità per scongiurare il peggio. A tutela concreta dei cittadini veneti che subiscono disagi reali, e dei migranti che non hanno alcuna colpa in questo dramma”.