Effetti della pianificazione: Badia Calavena e Selva di Progno alla ricerca di 1548 nuovi abitanti

Legambiente Verona fa sapere che le Pubbliche Amministrazioni dei comuni della montagna veronese propongono di arginare l’emorragia con la nuova pianificazione urbanistica rilanciando nuovi scenari demografici a suon di “piani per l’accoglienza” e “piani per la fertilità” con un incremento abitativo previsto +42.6%. Pensiero da ambientalisti malfidenti? Analizziamo insieme i dati.

Le previsioni demografiche predisposte per il 2020-2025 appaiono infatti a dir poco sconcertanti: Bosco Chiesanuova +24,4%, Cerro V.se +34,9%, Dolcè +35,9%, Fumane +25,5%, Roncà +38,7%, San Giovanni Ilarione +30,6%, San Mauro di Saline +66,7%, Velo V.se +62,8%, Vestenanuova +43,3%. Solamente Sant’Anna d’Alfaedo “contiene” la previsione a + 8%. Complessivamente saranno 9000 i nuovi abitanti che affolleranno i comuni della Lessinia citati, a cui corrisponderanno all’incirca 4000 nuove abitazioni.

Una vera e propria ondata di cemento, incomprensibile sotto tutti gli aspetti. Nessun istituto di ricerca e di statistica, se pur compiacente, ha mai previsto simili numeri, anche senza far ricorso all’attuale crisi economica per cui nessuno acquista più case. Non regge per nulla nemmeno la scusa che buona parte di queste volumetrie fossero già presenti e parzialmente autorizzate nel vecchio Piano Regolatore Generale. Ancora una volta le PA hanno perso l’occasione, in assenza di domanda abitativa e da buoni padri che programmano con coscienza il futuro delle proprie famiglie, per cancellare quanto era già stato vergognosamente approvato e svenduto, a solo scopo elettoralistico e clientelare.

Nell’entusiasmo generale anche Badia Calavena e Selva di Progno non hanno voluto essere da meno e si sono affidati ai soliti “professionisti” delle “carte”, veri e propri esperti cartomanti, in grado di far comparire quanto ai più è inimmaginabile, e del “copia–incolla” che però, non rileggendo, hanno riportato strafalcioni, numeri e località da una parte all’altra della provincia.
Complici in questo pure gli Amministratori che, nella lettura per l’adozione del PATI, non hanno rilevato le anomalie, il che la dice lunga sull’attenzione che pongono a quanto votano.

Nelle previsioni di piano per i due comuni sono attesi 1548 nuovi abitanti con un incremento del 42,6%, a cui corrispondono circa 700 nuovi alloggi. Confermate, inoltre, 85.000 mq di nuovi capannoni e 70.000 mq di superfici turistico ricettive.
Eppure nello stesso piano, redatto ed adottato senza l’obbligatoria pubblicizzazione, senza partecipazione e ancora di più senza comunicazione sulla stampa locale, si legge che nel 2001 gli alloggi non occupati nel comune di Badia Calavena erano quantitativamente corrispondenti a quelli occupati (801 i primi e 829 i secondi), e a Selva di Progno addirittura molti di più i non occupati (710) rispetto agli occupati (419). Complessivamente 1511 abitazioni non occupate che potrebbero soddisfare esigenze abitative per oltre 3000 abitanti!

Un’allucinazione collettiva di amministratori e progettisti? Errori a palate di statistici sbronzi?

No, nessuna ubriacatura dei progettisti, nessun sogno di amministratori ottimisti. Solo compiacenza per immobiliaristi e costruttori che hanno edificato finora case che restano vuote a distanza di anni e che non hanno altra scelta che chiedere ulteriori finanziamenti alle banche per continuare a costruire, nella speranza che qualcosa succeda. Solo la speranza, (infondata), di sindaci che non hanno altro cui appigliarsi per far entrare in cassa un po’ di soldi che concedere altri spazi per case-fantasma.

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