Edipo re a Il Grande Teatro

Il Grande Teatro (rassegna organizzata dal Comune di Verona e dal Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale con Unicredit come main partner) prosegue martedì 17 gennaio alle 20.45 al Teatro Nuovo con Glauco Mauri e Roberto Sturno protagonisti di Edipo, sintesi delle due tragedie Edipo re (regia di Andrea Baracco) e Edipo a Colono (regia dello stesso Mauri) di Sofocle. A distanza di vent’anni la Compagnia Mauri Sturno rimette in scena (insieme alla Fondazione Teatro della Toscana) i due capolavori di Sofocle (496 - 406 a.C.) che hanno per protagonista Edipo. Del tragediografo, poeta, musicista, attore e politico ateniese (più giovane di Eschilo che era nato ventinove anni prima, più anziano di Euripide che era nato nel 485) sono giunte a noi sette tragedie scritte nell’arco di quarant’anni. In Sofocle – molto apprezzato da Aristotele che prese l’Edipo re a modello della tragedia perfetta – si contemperano la lucida consapevolezza dell’infelicità umana e il senso della dignità della sofferenza. Edipo, grazie a Sofocle, va oltre i suoi immensi valori letterari ed è divenuto una delle chiavi della scoperta delle forze inconsce della psiche.

«Edipo re e Edipo a Colono – spiegano Andrea Baracco e Glauco Mauri che torna al Nuovo dove, insieme a Sturno, è stato tra i protagonisti per eccellenza delle scorse edizioni del Grande Teatro – sono due capolavori fondamentali nella storia dell’uomo per gli interrogativi che pongono e per la ricchezza di umanità e di poesia che ci donano. La storia di Edipo è la storia dell’UOMO, perché racchiude in sé tutta la storia del suo vivere. Edipo Re e Edipo a Colono (rappresentata postuma nel 401) sono due opere scritte in epoche diverse della vita di Sofocle ed è nell’accostamento di questi due grandi testi che poeticamente si esprime e compiutamente si racconta la “favola” di Edipo alla ricerca della verità. Alla fine del suo lungo cammino Edipo comprende se stesso, la luce e le tenebre che sono dentro di lui, ma afferma anche il diritto alla libera responsabilità del suo agire. Edipo è pronto ad accettare tutto quello che deve accadere ed è pronto a essere distrutto purché sia fatta luce. Solo nell’interrogarci comincia la dignità di essere uomini. È questo che Sofocle con la sua opera immortale dice a tutti noi. Convinti che il Teatro sia un’arte che può e deve servire “all’arte del vivere” affrontiamo queste due opere classiche per trovare nelle radici del nostro passato il nutrimento per comprendere il nostro presente. Questo – concludono i registi – è il nostro impegno e il nostro desiderio». Accanto ai due protagonisti, sono in scena Ivan Alovisio, Elena Arvigo, Laura Garofoli, Mauro Mandolini, Roberto Manzi e Giuliano Scarpinato. Scene e costumi sono di Marta Crisolini Malatesta, le musiche di Germano Mazzocchetti.

EDIPO RE - Edipo, sciolti gli enigmi della Sfinge e sposata Giocasta (vedova del re Laio) da cui ha quattro figli, regna su Tebe. Devastata da una terribile pestilenza, la città può salvarsi solo se sarà scoperto l’assassino di Laio: questo il responso dell’oracolo di Delfi. Grazie all’indovino Tiresia, la terribile verità viene fuori: Laio e Giocasta avevano affidato al pastore Polibo il figlio appena nato perché fosse ucciso. Volevano così evitare il compimento della profezia secondo la quale il piccolo sarebbe stato l’assassino del padre e lo sposo della madre. Il bimbo, salvato dal pastore, risulta essere proprio Edipo che apprende così che l’uomo da lui ucciso in una lite sulla strada per Tebe, era suo padre. Giocasta, nell’apprendere la verità, s’impicca. Per non vedere più il sole, testimone del delitto, Edipo si acceca e si allontana da Tebe affidando i figli e il regno a Creonte, fratello di Giocasta.

EDIPO A COLONO - Guidato dalla figlia Antigone, Edipo giunge a Colono, presso Atene, nel bosco sacro alle Eumenidi. Gli si fanno incontro la figlia Ismene che lo informa dei contrasti tra Polinice ed Eteocle (anch’essi figli di Edipo), Teseo (re di Atene) che lo accoglie benevolmente, Creonte che vorrebbe ricondurlo a Tebe, e il figlio Polinice che gli annuncia il proposito di muovere guerra a Eteocle. Un tuono improvviso (predetto dall’oracolo) annuncia a Edipo la morte imminente. Edipo si addentra nel bosco e scompare misteriosamente.    

Dopo la “prima” di martedì repliche tutte le sere fino a sabato 21 alle 20.45. Ultima replica domenica 22 alle 16.00. Giovedì 19, alle 17.00 al Teatro Nuovo, gli interpreti di Edipo incontrano il pubblico. Conduce l’incontro Enrico Pieruccini, l’ingresso è libero.      

INFORMAZIONI tel. 0458006100 e www.ilgrandeteatro.comune.verona.it e www.teatrostabileveneto.it  

BIGLIETTI - Vendita biglietti al Teatro Nuovo, tel. 0458006100.

Biglietti anche tramite circuito GETICKET (numero verde sportelli Unicredit Banca abilitati 800323285) e CALL CENTER (tel.848002008). Biglietti on line su www.geticket.it. Servizio biglietteria anche presso BOX OFFICE, via Pallone 16, tel. 0458011154.  PREZZI BIGLIETTI  platea  balconata galleria seconda galleria €   9,00