Edda@ Centro Stabile di Cultura, San Vito di Leguzzano (Vicenza)- Live Report

Edda@ Centro Stabile Cultura, San Vito di Leguzzano (Vicenza)

“Stavolta come mi ammazzerai?”è l’ultimo splendido album di Edda, all’anagrafe Stefano Rampoldi, ex cantante dei Ritmo Tribale, ex ponteggiatore, ora fortunatamente tornato a credere nella sua musica, con la consapevolezza di chi sa che avrebbe dovuto farlo fin dall’inizio della storia.

E’ in giro con un live che celebra la bellezza di questo disco e ci riporta un artista sincero: la sua poetica arriva con potenza e passionalità non comuni. L’impressione è che si senta meno in gabbia e abbia voglia di condividere con noi le asprezze della sua vita, che sono anche un po’ le nostre.

Questa sera siamo con folta delegazione di radio popolare Verona al Centro Stabile Cultura nell’alto vicentino e la dimensione del concerto di Edda è davvero perfetta: ottima acustica della location e buon riscontro di pubblico accorso per l’evento. Con lui sul palco ci sono Fabio Capalbo, batterista e produttore artistico del disco (nonché ottimo regista di video per Verdena e Capossela, tra gli altri, e papà dell’etichetta Niegazowana) e Luca Bossi, dei Dilaila al basso e tastiere.  Stefano torna quindi ad esibirsi con una band minimal, adattissima al suo rock viscerale, e l’impatto è devastante: le sue canzoni sono brevi (segue il dettame di Keith Richards per cui non devono durare più di 2 minuti e mezzo) e si scaricano sul pubblico con un’energia e una forza dirompente.

A fare la parte del leone è l’ultimo “Stavolta come mi ammazzerai”? ma c’è spazio anche per alcune perle dagli album precedenti: “Organza”, “Milano” e “L’innamorato” dal primo “Sempre Biot”, che ha visto il suo insperato ritorno sulle scene nel 2009, e “Odio i Vivi” e “Emma” dal secondo “Odio i vivi” del 2012, che gli è valso il premio MEI come miglior solista di quell’anno. Sbaglia spesso questi testi, si scusa anche all’interno delle canzoni definendosi “Stefano lo Smemorato”, adottando un registro ironico perfetto per approcciare i pezzi più intimi, dai quali è possibile intravedere la sua profonda sensibilità. Gli piace scherzare qua e là, parla di una sua surreale partecipazione a Sanremo, improvvisa un nuovo brano da proporre il prossimo anno al Festival, che forse anticipa davvero il materiale che ha già pronto nel cassetto per il nuovo disco. Lo show comunque non perde mai d’intensità e la line-up è di livello assoluto: Fabio Capalbo mi ricorda quanto è importante avere un grande batterista per la musica rock , sa dettare autorevolmente la parte ritmica e gestisce i tempi alla perfezione. Luca Bossi al basso e tastiere non è assolutamente da meno e accompagna Stefano in una versione di “Saibene” (una delle più belle canzoni italiane di sempre per chi scrive) da brivido. Edda nella breve intervista che ci ha rilasciato sottolineava spesso di non essere un virtuoso della chitarra, in realtà  si destreggia agevolmente e accompagna un cantato emozionale ed emozionante, a tratti urlato, a tratti sussurrato, caldo ed appassionato.  La sua musica ha l’immediatezza del capolavoro, i suoi testi ci accompagnano in un mondo di bruttezze,  violenze, malattie, perversioni e patologie…ma l’amore è dietro ad ogni angolo, basta imparare a guardare dalla parte giusta.

Correte a Brescia, alla Latteria Artigianale Molloy sabato 17 gennaio per il prossimo concerto di Edda. Noi ci saremo di sicuro.

Elena Castagnoli

Post Scriptum:

Un grazie a Martina e ai ragazzi del Centro Stabile di Cultura, che animano un luogo di musica, di incontro, di arte e bellezza, che apre enormi spazi di relazione e di crescita personale all’interno del quotidiano deserto culturale delle nostre realtà. Radio Popolare Verona è orgogliosamente partner nella battaglia comune per dare voce e spazi a proposte culturali innovative e lontane dalla mediocrità.