Difret, il coraggio per cambiare

Il Festival di Cinema Africano di Verona, come promesso alla fine della 35esima edizione, continua fino a maggio con le proiezioni dei film in concorso ma non ancora visti dal pubblico. Ritorna infatti, dopo il successo del 2015, il Festival tutto l’anno, con proiezioni da gennaio a maggio, ogni seconda domenica del mese, al Cinema Teatro Santa Teresa di Borgo Roma. Si riparte dunque domenica 10 di gennaio con il bellissimo film Difret, parola che in amarico significa coraggio, è che è la giusta sintesi di questo film al femminile che vede in primo piano la lotta delle donne etiopi per la loro emancipazione a una realtà patriarcale che le vuole sottomesse.

Pluripremiato e sponsorizzato personalmente da Angelina Jolie (coproduttrice), Difret racconta la storia vera di Hirut, una ragazzina di quattordici anni, che, mentre sta tornando a casa da scuola, viene aggredita e rapita da un gruppo di uomini a cavallo. Hirut riesce ad afferrare un fucile e, nel tentativo di fuggire, spara uccidendo Tadele, ideatore del rapimento nonché suo “aspirante futuro sposo”. Nel frattempo, ad Addis Abeba, una giovane donna avvocato, Meaza Ashenafi, si batte con tenacia e determinazione per difendere i diritti dei più deboli; tramite l’attività di Andenet, un’associazione di avvocate che offre assistenza legale gratuita a coloro che non se la possono permettere (nella realtà l’associazione si chiama Ewla, Ethiopian Women Lawyers Association). Il destino delle due protagoniste si incrocerà tra emancipazione femminile e sfida alle tradizioni.

Il regista, Zeresenay Berhane Mehari, è nato e cresciuto ad Addis Abeba, a tre ore dal Paese in cui si svolge la storia di Difret. Ma della pratica del rapimento a scopo di matrimonio (Telefa in amarico), ancora presente in alcune parti dell’Etiopia, nonostante sia proibita per legge, ne ha sentito parlare unicamente dalla stampa e nei dibattiti televisivi.

Il prossimo appuntamento del Festival tutto l’anno sarà il 14 febbraio: verrà proiettato John of God, una commedia congolese che racconta le vicende di un regista afroamericano che va in Africa per la prima volta per girare un documentario su un musicista congolese. Il 13 marzo il pubblico vedrà Bidoun2 un film che racconta il fermento delle nuovi giovani generazioni dopo le primavere arabe durante la redazione della nuova Costituzione. Il 10 aprile sarà la volta dell’ultimo dei lungometraggi in concorso in questa edizione Meurtre à Pacot. Il film, ambientato ad Haiti dopo il terremoto, aiuterà a capire le contraddizioni del mondo della cooperazione internazionale. L’ultimo degli appuntamenti del Festival tutto l’anno, l’8 maggio, vedrà una serata interamente dedicata ai corti di Africa Short con la prima visione nazionale del maliano Action Afrique verte, del corto egiziano 130 km to heaven, del tunisino Père, della prima visione nazionale del senegalese Maman(s) e, per concludere, di un’altra prima visione con il togolese Les avalés du grand bleu.