Dead man (Michele Bertucco) Walking

Dead man walking. Chi ha visto quel film si ricorderà che con queste parole si definiscono i carcerati USA condannati alla pena capitale. Dead man walking,  Così si definiva  Michele Bertucco due anni fa in una chiacchierata informale prima di un confronto a Radio Popolare Verona. Dead man walking. Aveva proprio ragione. In questi quattro anni abbondanti di lavoro in consiglio comunale Michele Bertucco ha incalzato, sfidato, punzecchiato e attaccato il sindaco Tosi e la sua maggioranza con una cadenza quasi giornaliera. Bertucco, capogruppo PD in consiglio comunale, ha retto praticamente da solo l'opposizione consiliare. Poco o nullo lo spazio concesso agli evanescenti 5 Stelle, nullo il supporto del gruppo consiliare del Partito Democratico. Per oltre quattro anni i consiglieri comunali del PD sono rimasti nell'ombra protettiva di Michele Bertucco ma ora, con le amministrative vicine ed il referendum alle porte....liberi tutti! E' bastato che Bertucco esprimesse pubblicamente il proprio dissenso alla riforma costituzionale voluta da Matteo Renzi per far saltare il coperchio del pentolone. Apriti cielo! Il piccolo Bertucco ha osato esprimere la propria posizione nel giorno in cui Matteo Renzi arrivava a Verona.

Reato di lesa maestà. Non si fa. La deputata Alessia Rotta, responsabile comunicazione nazionale del partito, arriva veloce con un comunicato durissimo nel quale afferma che " Non ritengo che il partito debba assumere alcun provvedimento nei suoi confronti, ma dispiace molto per questa ulteriore frattura, anche in previsione delle prossime elezioni amministrative. Credo che dovrebbe essere lui ora a fare chiarezza ed uscire dall'ambiguità, confrontandosi con il gruppo consiliare, nel rispetto della loro autonomia, e traendo con coerenza le conseguenze della propria presa di posizione." A breve giro arriva pure l'evanescente gruppo consiliare: " La scelta del capogruppo Bertucco, inopportuna nei tempi, essendo stata manifestata proprio nel giorno della presenza a Verona del segretario nazionale del PD, evidenzia senz'altro una sua diversa visione sull'orizzonte istituzionale che la riforma, fortemente voluta dal PD, intende produrre e di ciò dovrà tener conto lui stesso per il ruolo (di responsabilità e di rappresentanza) che oggi ricopre e nelle sue future scelte d'impegno."

In sostanza sia Alessia Rotta che i sei del gruppo consiliare invitano Michele Bertucco a farsi da parte, cosa finora non avvenuta. Prima o poi lo scontro doveva arrivare. Lo strappo “irrispettoso” è stato solo il pretesto per portare allo scoperto tutto il malumore che da molti mesi covava sotto le ceneri del partito. Nessuno del Pd si azzarda a toccare Michele Bertucco per il notevole lavoro svolto in consiglio comunale. Niente sostanza, quindi ma soltanto una banale e maldestra pretesa di forma. I comunicati dicono che il tempo dei Bertucco è finito e ora arriva il tempo dei camaleonti.

Tutto il resto sono amenità.