Danza Immobile

Ogni promessa è un debito e così i ballerini del Corpo di Ballo areniano hanno deciso di scioperare ieri sera, mercoledì 16 dicembre, in occasione della prima dello spettacolo Schiaccianoci à la carte. Lo spettacolo sarebbe dovuto andare in scena al teatro Filarmonico ma la pesantezza delle prospettive future, unite all'assenza di un qualsiasi dialogo con la Direzione della Fondazione Arena, hanno costretto gli artisti del Corpo di Ballo ad attuare l'atto estremo dello sciopero.

I ballerini della Fondazione non si sono però limitati a scioperare ma con l'ausilio dei tecnici e degli artisti tutti, hanno improvvisato una mini manifestazione con musica, volantini e le frasi del sindaco Flavio Tosi, pronunciate nella recente  trasmissione di Telearena, Diretta Verona, sparate ad alto volume.

Ora, lo sappiamo, ci saranno sicuramente coloro che se la prenderanno con gli artisti, rei di aver impedito ai molti che avevano acquistato il biglietto di non aver potuto godere dello spettacolo. Sbagliano.

Io invece credo che la situazione sia talmente grave che gli artisti avrebbero potuto pensare e decidere di fare altre cose, compreso quello di cambiare mestiere o città. Non l'hanno fatto e hanno deciso di rimanere a Verona, di dare battaglia e di non darsi per vinti di fronte alla gestione indecorosa di un bene pubblico come la Fondazione Arena.

Io, noi, di questo li ringraziamo.

La loro vicenda, tenacia e passione costringe tutti a confrontarsi con il tema della cultura, dell'arte e della bellezza. Questa città ne è colma. Ogni angolo trasuda di storia, arte e cultura.
Mettere nelle mani del Sindaco Flavio Tosi e di Francesco Girondini questo enorme, immenso patrimonio è da folli.

Infatti “veronesi tuti mati”, recita l’antico detto.

Un buco enorme di bilancio, 26 milioni di euro, unito all’obbligo di presentare da quest’anno il bilancio in pareggio descrivono una situazione sull’orlo del baratro.
Qualcuno invoca la legge Bray ma questa oltre al commissariamento, comporterebbe lacrime e sangue specie per i lavoratori e gli artisti.
Certo il sindaco non la vorrebbe ma solo, io penso, per non dover inannellare l’ennesimo enorme fallimento della sua “gestione” della città.

A mio modo di vedere da questa situazione se ne esce solo compiendo alcune mosse consequenziali: allontanamento del nefasto perito agrario Girondini dalla direzione della Fondazione e, importantissimo, il coinvolgimento dei rappresentanti degli artisti tutti e dei lavoratori della Fondazione.

Ogni ipotesi che tenga fuori dalla discussione il cuore pulsante degli spettacoli areniani e del Filarmonico sarà destinata al fallimento.

Certo non è pensabile discutere di risanamento con gli stessi personaggi che hanno portato al disastro la Fondazione Arena. E’ questione di logica e di buonsenso, quello che da molti anni non alberga più in questa città.

A questo punto sono a rischio le altre repliche dello Schiaccianoci.

In attesa che la politica batta un colpo e dia segni di intelligenza i cittadini avranno un’altra opportunità per stringersi attorno agli artisti.
Lunedì prossimo, alle 20.30 presso la chiesa di  S.Nicolò.