Dan Baird & Homemade Sin + Bullfrog al Giardino - Live Report

Il menù del lunedì

Lunedì sera al Club Il Giardino si è consumata una delle serate più coinvolgenti e scoppiettanti tra quelle mai viste in questa splendida location che ospita con sempre maggiore frequenza artisti nazionali e internazionali di alto livello musicale.
Il lunedì sera è una delle classiche serate da divano, forse la sera più indicata per rimanersene sdraiati ad appisolarsi davanti alla TV e a guardare quel che passa senza tanto interesse cercando di smaltire la giornata passata anche se non è stata pesante, ma il solo fatto che sia lunedì la rende pesante a prescindere.
Però ci sono dei lunedì in cui si può scegliere di cambiare "musica” e quello passato era uno di quelli da trasformare in una serata da ricordare.
Al Club il Giardino di Lugagnano c'è Dan Baird (ex Georgia Saltellites) con gli Homemade Sin e prima di loro ci sono i veronesi Bullfrog. Un menù accattivante che sa di rock, di grande rock, al quale non si può assolutamente rinunciare.
E così, con i miei prodi amici concertisti immancabili e indispensabili compagni di viaggio arrivo al Giardino e la prima cosa che mi colpisce è l'afflusso di pubblico, il che fa presagire che verrà servita ottima musica. Amici musicisti e non, tanta gente, sempre bella gente e l'immancabile clan che ha dato vita a quel posticino tanto bello. E' una grande famiglia.
La musica inizia con i Bullfrog gruppo che conosco musicalmente ma che mi mancavano in versione live. Tre elementi, Francesco Dalla Riva basso/voce, Silvano Zago chitarra elettrica e Michele Dalla Riva batteria, triade perfetta per un rock pulito, intenso. Nel loro set vengono presentati brani nuovi che hanno una dinamica ed una musicalità che prende da subito. Niente sfronzoli, testi e suoni diretti che non fanno altro che confermare l'idea che mi ero fatta ascoltando i loro lavori. Niente storie, la loro è musica che parla e che comunica e su una canzone in particolare mi ha fatto venire la pelle d'oca (attendo con ansia il nuovo cd.)
Il cambio palco è stupendo. Dan Baird sale con i suoi Homemade & Sin e la sistemazione dei suoni e dei volumi viene assistita con divertimento ed interesse dal pubblico. Il "Welcome to the soundcheck" di Dan non è un suo brano ma un gentile benvenuto a tutti e da inizio al suo set. Una sfilza di brani che vengono pescati sia dal repertorio della carriera solista di Baird che dai successi dei Georgia Saltellites danno vita ad un concerto indimenticabile. I quattro elementi sul palco sono i primi a divertirsi nel loro show e la loro allegria per osmosi attraversa ogni spettatore che si diverte con loro. Si comunica, si canta, ci si muove sulla sedia e si rimane anche momentaneamente paralizzati e a bocca aperta ad assistere a certi assoli che lasciano davvero senza fiato. Dan armato di chitarra elettrica, cappello e un gran sorriso canta e suona i suoi successi ininterrottamente, coinvolgendo e comunicando con gli altri elementi del gruppo. Warner Hodges con elettrica, stivali viola, capelli affluenti ed un sorriso smagliante che regala a chi incontra con lo sguardo davanti a se, ha un tiro da paura. E' un gusto guardarlo suonare e vedere le sue dite che si muovono come un treno ad alta velocità sulla sua chitarra. Alla batteria uno strepitoso Mauro Magellan e ad al basso Mickie Nilsson che insieme costruiscono una parte ritmica di grande potenza.Gli assoli dei vari elementi che compongo il gruppo sono perfetti, di grande coinvolgimento; i brani proposti creano una setlist ottima, di grande musica; ma il divertimento e la complicità tra i compontenti del gruppo è quanto di più bello si può vedere su un palco.
Si chiude anche il set di Dan Baird & Homemade Sin e il momento top a chiusura della serata è regalato dal magico Giamprimo “Adesso, uno se domanda: 'Ma dopo na' serata come questa sa cavolo vao a vedér ancora al Giardino?'”
Sì, in effetti quella di lunedì è stata una grande serata musicale, una di quelle che rimarranno nella storia del Giardino e nelle orecchie e negli occhi di chi ha potutto assistere ad un grande show. Entrambe le band hanno regalato momenti di musica indimenticabili e spero al più presto ripetibili!
Queste sono le cose che mi piace vivere: musica, e viverla in profondità!
Vivere la musica a cuore aperto senza filtri ti fa assorbire ogni singola nota, ogni singola vibrazione dentro l'anima e ti fa sentire più leggera, trasportata in mondi paralleli, vivibili. Che la musica sia fatta di suoni forti o di melodie più leggere va vissuta fino in fondo perché è cibo che nutre, aria che si respira, acqua che disseta. E' vita, e per me la musica di lunedì sera è stata un grande regalo di vita.

Recensione a cura di Paola Accordini