Dal Teatro dell'Elfo di Milano Morte di un commesso viaggiatore

Il Grande Teatro (rassegna organizzata dal Comune di Verona e dal Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale con Unicredit come main partner) prosegue, martedì 21 febbraio alle 20:45 al Teatro Nuovo, con Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller nella traduzione di Masolino d’Amico con la regia di Elio De Capitani. L’allestimento è del Teatro dell’Elfo.

Torna in scena il capolavoro di Arthur Miller (1915-2005) nell'intensa e appassionata versione di Elio De Capitani (un’autentica colonna dell’Elfo dai tempi di Salvatores) che ne è protagonista e regista. Una “storia personale” che diventa collettiva, un classico degli anni Cinquanta (andò in scena per la prima volta nel 1949) che parla del nostro presente raccontando la vicenda di Willy Loman, commesso viaggiatore pronto a tutto per vendere e per vendersi. «Bastano pochi minuti dello spettacolo per capire – ha scritto Curzio Maltese – che siamo tutti diventati commessi viaggiatori, qualunque mestiere facciamo, qualunque mezzo di trasporto usiamo, che siamo ruffianeschi e affabulanti venditori di merci e in particolare di una: noi stessi».

Dopo La discesa di Orfeo di Tennessee Williams, De Capitani ha scelto questo testo per proseguire attraverso la drammaturgia americana una riflessione sulla vita d'oggi e sul tema dei rapporti tra giovani e adulti. Tira in ballo, De Capitani, una frase di Kurt Vonnegut contenuta in Madre notte: "Noi siamo quel che facciamo finta di essere, sicché dobbiamo stare molto attenti a quel che facciamo finta di essere". «Willy Loman – aggiunge l’attore-regista – fa della propria famiglia, e poi della sua stessa mente, il palcoscenico della sua illusoria rappresentazione. Sto scavando da anni nella psiche dei bugiardi cronici, dal Caimano di Moretti a Roy Cohn di Angels in America, fino al povero Hector di History boys, la più innocente di queste figure di uomini che mentono a se stessi». E ora è il turno di Willy Loman. «Specchiarmi – dice De Capitani – nella complessità del mentire come riflesso in negativo del nostro connaturato istinto di conservazione, mi sembra una necessità di questi tempi, anche se è da secoli la nostra malattia. Ma ora, che siamo in una fase acuta dell’epidemia, grazie a Vonnegut e a Miller intuisco che il senso ultimo del nodo culturale ed esistenziale che ci avviluppa non è l’apparenza, il far finta, ma l’intreccio tra far finta e sopravvivere, l’intreccio tra noi e il bisogno di sognare qualcosa di diverso: sognare noi, ma diversi da quello che siamo e sognare un mondo diverso da quello che è».

Venditore brillante che ha basato la sua vita sulla rincorsa del successo e sull'aspirazione alla "popolarità" per sé e per i propri figli, Willy Loman si ritrova escluso dal “sogno americano”: a sessantatré anni non riesce più a piazzare la merce e non regge più la fatica dei lunghi viaggi attraverso l'America. Soprattutto non riesce più a illudersi e a illudere, vede sgretolarsi il castello di grandi sogni e piccole bugie che si è costruito: “Ormai è ridicolo, fuori moda, ma è così” ammette la moglie che da una vita lo sostiene con amore. La donna vorrebbe che il marito e Biff, il figlio scapestrato, avessero un lavoro fisso e sicuro. Non la preoccupa invece l’altro figlio, Happy. Aiutato dall’amico Charles, Willy riprende a fare progetti spronato da Biff che, umiliato nel corso di una lite in famiglia, si è messo a lavorare. Finché tutto precipita: Willy viene licenziato, Biff si mette a rubare e Happy si perde con le donne. Willy e i suoi due figli si ritrovano in un ristorante e qui litigano in maniera furibonda. Deluso e senza più speranze, Willy...

Insieme a Elio De Capitani sono in scena Cristina Crippa, Angelo Di Genio, Marco Bonadei, Gabriele Calindri, Giancarlo Previati, Daniele Marmi, Alice Redini, Vincenzo Zampa e Marta Pizzigallo. Le scene e i costumi sono di Carlo Sala, le luci di Michele Ceglia, i suoni e le musiche di Giuseppe Marzoli.

Clicca QUI per ascoltare ilservizio con Elio De Capitani.

Dopo la “prima” di martedì repliche tutte le sere fino a sabato 25 febbraio alle 20:45. Ultima replica domenica 26 febbraio alle 16:00.
Giovedì 23 febbraio, alle 17:00 al Teatro Nuovo, gli interpreti di Morte di un commesso viaggiatore incontrano il pubblico. L’ingresso è libero.

Informazioni tel. 0458006100 e www.ilgrandeteatro.comune.verona.it e www.teatrostabileveneto.it

Biglietti - Vendita biglietti al Teatro Nuovo, tel. 0458006100. Biglietti anche tramite circuito GETICKET (numero verde sportelli Unicredit Banca abilitati 800323285) e CALL CENTER (tel.848002008). Biglietti on line su www.geticket.it. Servizio biglietteria anche presso BOX OFFICE, via Pallone 16, tel. 0458011154.

Prezzi biglietti: platea € 25,00 - balconata € 22,00 - galleria € 15,00 - seconda galleria €   9,00.

ph LailaPozzo