Dal Film Festival della Lessinia nel sessantesimo anniversario della strage di Marcinelle

Era l'8 agosto del 1956. Da allora sono passatic60 anni. Marcinelle, Belgio, miniere e 262 morti. 136 di loro erano Italiani. Il Film Festival della Lessinia non dimentica il sessantesimo anniversario della strage. Una storia vergognosa di cui sia Belgio che Italia hanno molto da farsi perdonare. 262 minatori morirono bruciati vivi a causa della colpevole assenza di una qualsiasi norma di sicurezza. I parenti delle vittime furono sbeffeggiati dalla "giustizia" belga e ignorati dallo Stato Italiano che li aveva venduti in cambio di carbone. Tutto questo è stato tracciato benissimo nel libro di Paolo Di Stefano, giornalista del Corriere che in " La Catastròfa" ha raccolto molte delle testimonianze dei parenti degli uccisi di allora. La Catastròfa è pure il titolo dell'Oratorio Musicale per canto , chitarra e voce narrante messo in scena subito dopo la presentazione del libro. In scena Etta Scollo, voce e chitarra, e Leonardo De Colle, voce narrante. Un racconto emozionante e denso come raramente accade. Etta Scollo è voce incredibile in grado di scalare vette altissime e di scendere subito dopo nel fondo delle miniere di Marcinelle; Leonardo De Colle è narratore bravissimo nel cogliere e proporre sfumature infinitesimali del linguaggio e del pensiero dei parenti delle vittime. Nella sala del teatro strapiena il silenzio si poteva tagliare a fette. E poi alla fine il lungo, lunghissimo applauso alla bravura degli artisti, un applauso che è quasi una liberazione per un racconto che ha fatto piangere e arrabbiare il popolo del festival.

La sera 6 corti in concorso. Le Barrage, film svizzero che affronta il tema del rapporto padre e figlio in una situazione di coppia separata dove il padre ha sicuramente molti più "problemi" del figlio.
Il suono del mio passo, film italiano di Marco Piavoli offre sensazioni in chiaroscuro tra immagini bellissime e momenti immaginari un po' troppo costruiti e quindi non immediati. Esperienza comunque interessante con  un film girato nei paraggi del lago di Garda, in Val di Vesta.
Splendidi i due corti di animazione, Totems ed Ailleurs che affrontano temi diversi ma entrambi legati alla montagna. Nel primo caso un boscaiolo diventa vittima e preda di un albero che aveva tagliato, nel secondo, un turista tecnologico fugge dal caos dei siti turistici usuali per rifugiarsi nella tranquillità e nella bellezza riposante della montagna.

Menzione speciale per le due altre storie raccontate. Çevirmen (Il Traduttore) è un'opera prima, la tesi di laurea di Emre Kayiş. Storia di un giovane turco innamorato di una ragazza che lo usa invece per tradurre un dialogo tra lei ed un altro giovane turco di cui era a sua volta innamorata.
Seide è film delicato che racconta la storia di una ragazza che vive tra le montagne del Kirzighistan. Un bella storia di vita normale in cui prevale il rapporto tra la protagonista ed il suo cavallo. Poi la decisione dei famigliari di sposarla con un ragazzo, a sua insaputa, cambierà radicalmente il corso della sua vita.
Oggi alle 16 parte la sezione dedicata ai bambini. Da non perdere nemmeno per gli adulti.

Alle 16.30, per Parole Alte, Valerie Feruglio e Marco Peresani presenteranno Dancing in the Paleodark: da Fumane a Chauvet. Vi segnalo poi, dopo le 18, "Il bandito ed il leone" di Alberto Lordanov ed alle 21 "Passeri" film in concorso di Rúnar Rúnarsson. La serata si chiude con la musica di Davide Veronese Swing Band. Anche questo, a detta degli appassionati, un appuntamento da non perdere.