Da Rifondazione Comunista solidarietà alla lotta dei lavoratori della Coca Cola

Sono 45 i lavoratori del magazzino della Coca Cola di Nogara a rischiare il posto di lavoro.
Non è la prima volta.

La Coca Cola ritorna spesso alla ribalta della cronaca per questi motivi. In questi giorni, in occasione del cambio dell'appalto, 12 lavoratori, e tra di loro i delegati ADL Cobas, vengono messi alla porta. Immediata scatta la reazione anche dei destinatari del nuovo contratto di lavoro che non possono accettare l'evidente ed ingiustificata discriminazione ed inizia la lotta con presidi e manifestazioni.

Lunedì ci sarà il tavolo di trattativa presso la prefettura, ma il clima non è dei più favorevoli e l'ipotesi di un nulla di fatto è la più gettonata dai lavoratori in lotta.

Quanto sta accadendo a Nogara, mette in evidenza una situazione che si ripete spesso. Il cambio dell'appalto è l'occasione utilizzata per liberarsi dei lavoratori scomodi o per far perdere ai lavoratori i diritti acquisiti.

In tante realtà, anche della nostra provincia con molte lotte si è riusciti a contrastare e far emergere situazioni che si avvicinano di più alla schiavitù che ad un normale rapporto di lavoro. Questioni come il caporalato o la mancanza anche di diritti minimi stanno diventando, soprattutto nella logistica, prassi quotidiane.

Ad essere colpiti, di solito, sono i lavoratori stranieri costretti a subire rapporti di lavoro che fanno ritornare indietro di cento anni l'orologio della storia. Si usano le cooperative per cancellare i diritti e far passare condizioni di lavoro inaccettabili.Inoltre l'applicazione del Jobs Act riempie di precarietà anche i destinatari dei nuovi contratti.

L'esigenza dell'applicazione della cosiddetta "clausola sociale" nel cambio di appalto diventa determinante.La questione è posta anche dal referendum richiesto dalla CGIL e sul quale stiamo attendendo la data del voto su cui il governo continua a tergiversare.

Ci sono realtà in cui i soci delle cooperative sono costretti a chiedere di abbandonare il ruolo di soci per diventare lavoratori dipendenti in modo di acquisire maggiori garanzie ed almeno allontanare l'ipotesi di essere licenziati attraverso la prassi dell'esclusione da socio.

E' indispensabile che i lavoratori della Coca Cola rimangano uniti e non siano lasciati soli. Sappiamo che non siamo davanti ad un caso isolato ed a loro va il merito di aver sollevato un sistema molto diffuso.

L'esito di questa vicenda non riguarda solo loro, ma per fermare questo inaccettabile stato di cose è necessario che la lotta della Coca Cola giunga ad un positivo risultato.

Rifondazione Comunista esprime tutta la sua solidarietà ai lavoratori in lotta e crede sia necessario, costruire attorno alla vicenda, la più grande solidarietà possibile.

Hanno ragione i lavori che in uno slogan dicono: Tocca uno tocca tutti.

per Rifondazione Comunista
Fiorenzo Fasoli