D’Arienzo: legittima difesa, quanta propaganda

Un tabaccaio di Padova che aveva ucciso un ladro è stato assolto per legittima difesa.
É l’ennesima assoluzione del genere. Negli ultimi venti anni gli italiani condannati si contano sulle dita della mano e sono stati casi in cui è stato accertato che la legittima difesa non c’entrava nulla.
Questo non toglie che la violazione del domicilio è uno dei reati più odiosi, ma fa chiarezza sulla propaganda della Lega.
Nonostante i fatti, prevale una percezione diversa, ovvero la diffusa convinzione che difendersi fa passare l’aggredito dalla parte del torto. Questo, in realtà, non è mai successo, tant’è che nessuna delle vittime è stata finora condannata.
La percezione è favorita per scopi elettorali, come ha fatto l’ex leghista Tosi: dopo dieci anni di sceriffate, si dichiara armato anche di notte. Nella propaganda, resta il fallimento delle sue politiche sulla sicurezza e lo nasconde incitando al fai da te.
L’inviolabilità delle nostre case è un principio irrinunciabile e da difendere con fermezza.
Nel Codice Penale chiunque ruba in casa (furto semplice) è punito con la reclusione da uno a sei anni (ricordo che sotto i tre anni di pena sarà difficile che il ladro resti in carcere). Se, invece, si realizzano alcune aggravanti del reato la pena della reclusione è da tre a dieci anni.
Per questa ragione, abbiamo proposto l’aumento della pena minima per furto (semplice) in abitazione da un anno, passerà a 3 anni. Nei fatti, anche il furto senza alcuna aggravante potrà essere punito con la prigione.
Va detto, inoltre, che la legge in vigore sulla legittima difesa – quella contro la quale si anima la propaganda leghista – è stata modificata dal Governo Berlusconi nel 2006 (Ministro Castelli). Fu la stessa Lega Nord ad inserire alcune esclusioni dalla legittima difesa, ovvero i casi in cui l’aggressore desiste dall’azione illecita o non esiste nessun pericolo di aggressione. In pratica, gli stessi contro i quali si scaglia di continuo.
È un comportamento bipolare inaccettabile.
In pratica, è la Lega stessa ad aver escluso la legittima difesa se il ladro scappa o non aggredisce il proprietario dell’abitazione.
La norma va modificata, ampliando le garanzie. Per questo abbiamo proposto che è sempre esclusa la colpa della persona legittimamente presente nel domicilio che usa un’arma detenuta legalmente contro l’aggressore, quando la difesa è conseguenza di un grave turbamento psichico e quando è causata, volontariamente o colposamente, dalla persona che viola il domicilio.
In pratica, si inserisce nell’ordinamento la condizione psichica di chi reagisce e si difende perché indotto dal ladro a farlo, ovvero i classici casi che si sono verificati negli ultimi tempi.

Vincenzo D'Arienzo,
deputato del Partito Democratico