Cronache dal Film Festival della Lessinia

Ancora Kurdistan sugli scudi, giovedì al Film Festival della Lessinia, in contemporanea con gli attacchi militari della Turchia contro le Unità di Difesa Popolare curde nella regione di Jarabulus e Raqqa oltre il confine con la Siria. Rauf è film destinato a concorrere per il primo posto del festival. Due registi, uno turco e l'altro curdo ed un bambino, straordinario protagonista della storia che si muove avendo come sfondo lo scontro armato tra i militari turchi e le formazioni militari della Resistenza curda. 
Rauf è un bambino che non vuole più andare a scuola e il padre lo affida ad un artigiano che costruisce casse da morto. Rauf è innamorato di Zana, la giovane figlia dell'artigiano presso cui lavora. Vorrebbe regalarle un velo rosa. Poi lei sale in montagna con le formazioni partigiane.
Le scene vengono girate a Qars, regione dove è nato l'autore del libro a cui si ispira il film. Fatti probabilmente accaduti allo scrittore ed un bambino, figlio della cuoca della troupe, che si propone ai registi per la parte del protagonista. Parte che interpreta in maniera magistrale. Bravissimi pure gli altri due bambini che mai prima di allora avevano visto un film o una macchina da ripresa. Molti i momenti intensi fatti di sguardi o di situazioni che suscitano emozioni profonde. Nel film continua a ricorre il tema del colore rosa, per i Curdi simbolo di purezza, quella dei bambini, e di femminilità.  Rauf è stato proiettato ad un festival ad Istambul, ricevendo moltissimo successo e così pure al festival di Berlino, con standing ovation degli oltre 2 mila spettatori presenti. La magia si è ripetuta anche ieri a Boscochiesanuova ed il pubblico presente in sala si è spellato più volte le mani con lunghi applausi. L'ultima annotazione riguarda i finanziamenti del film. Tra i maggiori sostenitori economici c'è lo stato Turco. I registi spiegano che quando erano in corso le riprese sembrava vicinissimo un accordo di pace tra i rappresentanti del popolo curdo e  lo stato turco. 
Rauf è film da vedere assolutamente. Cercatelo, ne vale la pena.

Alle 21 è in scena l'Argentina della regione di Mendoza. Con Arreo il regista Tato Moreno racconta le vicende della famiglia di Eliseo Parada. Quella dei Parada è una famiglia di gauchos alle prese con una mandria di circa settecento tra capre e pecore. Problemi di pascoli, diritti di passaggio e proprietà della terra su cui far pascolare i loro animali è il filo conduttore del film. Senza quei passaggi Eliseo Parada non vede la possibilità di assicurare un futuro ai figli che, in assenza di regole, saranno costretti a lasciare quel mondo, quel lavoro e quella cultura per andarsene in città. Una cultura ed un mondo che rischiano di scomparire. Rapporto con gli animali, con i grandi spazi e le asprezze dei vari pascoli. Quello estivo, ad esempio, è a tremila metri sui contrafforti andini ai confini con il Cile. Arreo è transumanza. Due volte all'anno Eliseo ed i suoi si mettono in viaggio per spostare gli animali. È in questi momenti che Eliseo Parada compone poesie, versi per canzoni che poi musica e canta. Tre dei brani del film infatti sono composti da lui. Al termine del film il collegamento telefonico con Eliseo Parada, al pascolo primaverile in Argentina.  Lui si definisce umile contadino ma con tutto l'orgoglio di essere contadino. "Le capre stanno bene", dice al telefono e conferma che la prossima transumanza inizierà "el primero de octubre".

Il Festival si avvia verso la conclusione, domani le premiazioni, sbandierando dati di una continua crescita delle presenze a tutte le varie sezioni, segno che il taglio e la qualità premiano.