Cronaca dal Film Festival della Lessinia

Domenica mattina si apre su Boscochiesanuova con una bellissima e fredda giornata. Foglie ovunque e piccoli rami testimoniano del passaggio temporalesco della serata precedente. In programma un interessante dibattito sul tema "Banditi e fuorilegge in montagna" affrontato con quattro interessantissime relazioni coordinate dall'antropologo Annibale Salsa ex presidente del Cai. Banditismo e brigantaggio hanno imperversato fin dal medioevo in tutta Italia, specie lungo le vie di collegamento mercantili oppure lungo quelle della fede su cui si muovevano moltissimi pellegrini. Storie di violenza  di soprusi ma anche storie di figure leggendarie e romantiche che hanno toccato pure le nostre zone della Lessinia.

La vicenda del bandito Falasco, in questo caso Paolo Bianchi di Ferrara, collega il rapimento della sedicenne Angiola Leonardi. "Alle 23 del 23 luglio" del 1675 la banda del Falasco rapì la ragazzina su mandato di tre componenti della famiglia Giusti delle Stelle. Uno dei tre la voleva in sposa. La cosa non funzionò, la ragazza venne liberata e dei tre conti Giusti, uno venne ucciso e gli altri due, banditi per sempre dai territori della Serenissima. Questa in sintesi la storia di una delle vicende e dei banditi più noti delle nostre valli. Il pomeriggio ha visto la proiezione de "Gli illuminati", una coproduzione franco belga del 2016. Afghanistan, guerra. Siamo a cavallo dell'annuncio del ritiro delle truppe americane deciso dall'allora presidente Barak Obama. Bande di bambini e di ragazzini controllano i passi e le linee di comunicazione dedicandosi a commerciare armi, lapislazzuli ed oppio. Bambini "grandi" che trattano con gli adulti da pari a pari. Bambini che non sembra abbiano paura di morire o uccidere ma anche bambini intrappolati dalle atroci miserie di una guerra insensata. Bambini che sognano e che aspirano all'affetto e all'amore ma che sanno pure che per realizzare i loro sogni dovranno percorrere molte carovaniere con i loro prodotti del contrabbando. Il film fornisce una lettura dell' isteria e del cinismo della guerra afghana dove per un luccichio sospetto si possono scaricare migliaia di proiettili e bombe. Bambini ostaggio del delirio degli adulti.

Alla sera i film in concorso, lungometraggi, erano cinque. Si è trattato di una serata impegnativa. In Arborg la montagna è solo uno sfondo per raccontare le vicende dei rapporti all'interno di una famiglia con molti, troppi problemi in un unico momento.  Antoine Delelis, regista francese che vive a Parigi, dice che per le sue storie ha bisogno di spazi ampi...mare o montagna dunque. Ha scelto la montagna per una storia che poteva essere collocata ovunque. "Prima dell'alba" è il racconto, non molto riuscito a mio parere, di una ricerca di dialogo tra un padre ed un figlio. Albania,  in fuoristrada lungo carrarecce che si inerpicano  sui fianchi di montagne e attraversamenti di torrenti. I due si perdono nel dedalo di stradelle e si raccontano. Il padre, spalle grosse di un ex pugile ed il figlio, biondo, capelli lunghi, piercing vari, ricordano vari episodi della loro vita. In "Dadyaa", film del 2016 siamo in Nepal all'interno di una valle sperduta. Dal villaggio se ne sono andati tutti meno la coppia dei due protagonisti. Sono anziani ed esorcizzano la loro solitudine e le partenze realizzando maschere di persone. Maschere a cui vanno aggiunti i vestiti e che vengono collocate in vari punti del villaggio. Film triste e disperato, lontano anni luce da quell'idea di montagna lucida, brillante, rumorosa e turistica a cui ci abitua la pubblicità.

Anche il quarto "corto" racconta di solitudine e disperazione all'interno di una famiglia kazaka che vive nella steppa lontana da ogni villaggio. Un padre anziano, un ragazzino ed una madre ancora giovane e attraente a cui si aggiunge un conoscente del villaggio arrivato in visita. La conclusione di "La bassa stagione" appare subito ovvia. "Uno dei Rudi, un  Cosmo" è un film americano del 2017 girato da Carmine Grimaldi, regista di chiare radici italiane. Una storia surreale, per accaniti fumatori di sostanze. Un film senza capo né coda. Fuori del teatro è fresco, i commenti sono fitti e nella maggior parte delle persone con cui ho parlato, o di cui ho sentito commenti c'è molta perplessità. Per ora, da Boscochiesanuova e dal FFdL è tutto.

di Agostino Mondin