Così scoprimmo lo stato che ascende alla gioia: Franco Battiato in concerto al Vittoriale - Live Report

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Martedì 21 Luglio il palco del Vittoriale di Gardone Riviera ha ospitato il maestro Franco Battiato. L’artista siciliano inaugura in questa magnifica location, sold out per l’occasione, il suo Short Summer Tour.

Cantautore dalla spiccata sensibilità artistica associata ad una versatilità espressiva di rara levatura, una delle penne e delle menti più prolifiche della scena musicale, e non solo, italiana, che nonostante i suoi settant’anni suonati (è il caso di dirlo), ancora non smette di sperimentare. Un artista d’avanguardia, basti pensare all’ultimo progetto “Joe Patti's experimental group”, suo trentesimo album in studio pubblicato nel 2014 per Universal Records, che lo ha portato ad esibirsi in Italia e all’estero, riprendendo il lungo e mai completamente sospeso discorso con le sonorità elettroniche di ispirazione Seventies, già intrapreso ai tempi di “Fetus”, “Pollution”, “Sulle corde di Aries” e “Clic” negli anni 1972 – 1974.

Un live, quello del suo Short Summer Tour, in cui propone il meglio della sua produzione. Si tratta di uno di quei concerti, liberi da vincoli promozionali, che regalano solitamente al pubblico esperienze di ascolto indimenticabili, sviluppandosi su una scaletta che attraversa i decenni, componendosi di canzoni più o meno recenti, capaci di superare le barriere generazionali. Lo conferma anche la varietà anagrafica del pubblico presente al Vittoriale.

Ad accompagnarlo sul palco, oltre alla sua band formata da Angelo Privitera (tastiere e programmazione), Davide Ferrario (chitarre), Andrea Torresani (basso) e Giordano Colombo (batteria), ritroviamo l’Ensemble Symphony Orchestra diretta da Carlo Guaitoli, impegnato anche al piano.

La prima volta di Battiato sul palco del Vittoriale si apre con un’inarrivabile “Stati di Gioia”.

Il maestro, siede a centro palco, misura necessaria a causa della recente caduta, ma non resisterà al richiamo delle sue stesse note, e alcuni passaggi lo porteranno inevitabilmente ad alzarsi in piedi e ad accennare qualche passo di danza.

Come anticipato dal Maestro stesso nelle recenti interviste, la scaletta non delude le aspettative. Una set list che attraversa oltre quarant’anni di produzioni musicali, conducendo il pubblico lungo un percorso che da tracce come “L’Incantesimo” (da “Inneres Auge” - 2009) balza a “Il Re Del Mondo” (da “L’Era del Cinghiale Bianco” – 1979) o ancora “Segnali di Vita” (da “La Voce del Padrone” – 1981) sino a composizioni più recenti tratte da “Apriti Sesamo” (2012). Non manca nulla all’appello, o meglio, molto probabilmente, visto l’enorme repertorio tra cui scegliere ogni persona presente avrebbe forse preferito sentire quella piuttosto che l’altra canzone, ma come fare ad accontentare tutti? Lo dice Battiato stesso a risposta dei numerosi suggerimenti che gli arrivano dalla platea “Ma sai quante canzoni ho scritto?”, a sottolineare l’impossibilità di avere tutto in scaletta.

La prima parte dello show si completa con tre dei suoi brani più celebri, “La stagione dell'amore” , “L'era del cinghiale bianco” e “Gli uccelli”.

Dopo questo primo stop spazio a due Encore, il primo con “L'animale”, “I treni di Tozeur” e “Inneres auge”.

L’ultima apparizione sul palco del Vate porta in scena quattro delle sue canzoni più famose e popolari.

A questo punto si abbandonano definitivamente le sedute e il pubblico si lascia trascinare dalle note e dalle parole di “E ti vengo a cercare”, “Summer on a Solitary Beach”, “Cuccurucucu” 
e l’ultimissima “Voglio vederti danzare”.

Un live memorabile ottimamente condotto da un artista enorme ed eclettico, capace di calcare ancora i palcoscenici con lo spirito di un ragazzino, (“c’è voluto del talento per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti” citando la sua versione della celeberrima “La chanson des vieux amants” di Jacques Brel). Divertente e divertito, dotato di uno charme che a solo lui appartiene, Battiato dall’alto della sua esperienza di show man navigato, riesce a dosare con estrema eleganza momenti più distesi, fatti di scambi di battute con il pubblico, a cui regalerà anche diversi aneddoti, o ancora con i suoi musicisti, e passaggi emotivamente più profondi, giostrandosi persino tra qualche piccolo errore. Ma cosa volete che sia!

Scoprimmo così, in una rovente notte di Luglio, lo stato che ascende alla gioia.

 

Set List – Franco Battiato – Gardone Riviera

Stati di gioia 

L'incantesimo 

Il re del mondo 

Segnali di vita 

Un irresistibile richiamo 

Passacaglia 

Io chi sono? 

Fornicazione / No Time No Space 

Il mantello e la spiga 

L'ombra della luce 

Lode all'inviolato 

Te lo leggo negli occhi 
(Sergio Endrigo cover)
La canzone dei vecchi amanti (La chanson des vieux amants) 
(Jacques Brel cover)
Niente è come sembra 

La cura 

Prospettiva Nevskij 

La stagione dell'amore 

L'era del cinghiale bianco 

Gli uccelli 


Encore:
L'animale 

I treni di Tozeur 

Inneres auge 


Encore 2:
E ti vengo a cercare 

Summer on a Solitary Beach 

Cuccurucucu 

Voglio vederti danzare

Recensione a cura di Giulia.