Copertura dell'Arena, cosa pensano gli esponenti del mondo politico veronese

È Un raggruppamento temporaneo di imprese tedesco ha  vinto il concorso internazionale di idee per la copertura dell'Arena di Verona in caso di pioggia, finanziato da Calzedonia. Si tratta del Rti SBP & GMP di Stoccarda e Berlino che hanno ideato moderno velario con un telo che si stende e poi si riavvolge a scomparsa su un unico lato. L'obiettivo, secondo Tosi, non è tanto quello di coprire in caso di maltempo per permettere lo svolgimento degli spettacoli ma per proteggere l'anfiteatro romano dagli agenti atmosferici.
I progetti vincitori hanno costi stimati dai 9 ai 13 milioni di euro.

Ecco cosa ne pensano alcuni esponenti del mondo politico cittadino:

Michele Bertucco di Piazza Pulita
Svelati in pompa magna, oggi a Milano, i vincitori del concorso internazionale di idee per la copertura dell’Arena di Verona . Una scelta quella del sindaco Tosi che serve a gettare fumo sul nulla che ha realizzato a livello di amministrazione comunale.
Visto che a livello locale non è riuscito a combinare molto e a livello nazionale non riesce a sfondare, Tosi torna sul suo tormentone di sempre: la copertura dell'Arena. Spalleggiato dal consigliere comunale Fantoni, che con il suo voto sorregge la maggioranza, il sindaco non affronta i problemi veri di Verona, ma si limita a premiare un concorso internazionale di idee in assenza di pareri favorevoli da parte della Soprintendenza e senza un soldo per realizzare questo “folle” progetto.
La trovata della copertura è destinata davvero a lasciare il tempo che trova o, nel peggiore del casi, a trasformarsi in un enorme ombrello di Cipputi: come hanno evidenziato gli operatori del settore, gli scarsi risultati delle stagioni areniane non sono dipesi solo dal maltempo, ma anche da una gestione della Fondazione Arena che con l’ex Sovrintendente Girondini ha fatto acqua da tutte le parti.

Michele Croce, candidato sindaco del movimento civico "Verona Pulita"
Basta fumo negli occhi dei veronesi, basta ruote panoramiche, cimiteri verticali e ora anche fantasmagoriche coperture del monumento simbolo di Verona nel mondo, celebre proprio per essere uno spettacolo all'aperto con tutte le variabili meteorologiche del caso. Ma basta soprattutto buttare via i soldi dei cittadini.
Si pensi a risparmiare, si taglino i consulenti, i dirigenti a chiamata e i Cda inutili ma strapagati; si vendano le quote inutili di società che servono solo per far accomodare il sindaco e i suoi amici, si utilizzino i soldi dei veronesi per opere essenziali e improrogabili: strade, marciapiedi, scuole. Ed edilizia popolare: le case Agec che perdono pezzi e su cui chiedo urgentemente perizie statiche, altro che coperture.

L’ On. del PD Vincenzo D’Arienzo
Sono contrario all’ipotesi di coprire l’anfiteatro.
Agli studiosi della storia romana non risulta che venissero coperti i loro teatri. Solo una parte delle gradinate del Colosseo era stato coperto con teli per riparare dal sole, mai l’Arena. Quindi, un eventuale cappello sarebbe una distorsione storica e non una riproposizione dell’antico.
Peraltro, non c’è proporzione tra il valore del museo e la motivazione addotta, quella di difendere le serate liriche dalla pioggia. Il calo degli spettatori è a causa della scarsa qualità delle opere per responsabilità della Fondazione Arena, non di Giove pluvio!
Tosi persevera nell’errore. La proposta è già stata bocciata più volte dalla sovrintendenza ai Beni archeologici di Verona.
Il concorso di idee è, nei fatti, un bell’esercizio creativo, ma non potrà avere nessuno effetto.
Auspico che la società civile, impregnata di persone con un’elevata sensibilità culturale, intervenga per dire la propria. Non aspettiamo che la cosa fallisca, sarebbe comunque bene intervenire prima.
Non essendoci nella copertura nessuna motivazione archeologica non ho dubbi che potremmo mettere la parola fine a questa boutade
Anziché la copertura, il Comune farebbe bene ad occuparsi dei protocolli inerenti la gestione dell’anfiteatro, sempre più asserviti alle esigenze di lucro e poco alla valorizzazione e protezione del monumento.

Alessandro Gennari del Movimento 5 Stelle
Mentre la fondazione fallisce, sopprime il corpo di ballo e trattiene una mensilità ai dipendenti per risanare il buco, il comune si inventa questa pagliacciata. Non esiste al mondo un anfiteatro romano coperto. Non lo vuole nessuno e si è persa un’altra occasione per salvare il teatro più bello del mondo.