Consumatori Veronesi Credito e Indebitamento

Venerdì 5 dicembre Adiconsum Verona, Lega Consumatori Verona, Adoc Verona e Movimento Consumatori Verona hanno presentato uno spunto di riflessione sui temi legati all’uso improprio del denaro e alla composizione delle crisi da sovraindebitamento.

L’indagine è stata realizzata su un campione di 1.000 persone della Provincia di Verona. Di questo campione il 43% dichiara che la situazione economica in cui versa è meno sicura dell’anno precedente. La percentuale era più alta nel 2013 (49%) e ancora più significativa nel 2012 (59%). Anche nel 2014 emerge dunque una diffusa percezione di insicurezza economica.

Il 63% degli intervistati ha dichiarato di avere ridotto le spese negli ultimi 12 mesi, mentre il 37% afferma che nei prossimi 12 mesi spenderà più soldi, ma dovrà ridurre le spese (63%) ed Il 48% dichiara che dovrà ridurre gli acquisti personali.

Un altro aspetto interessante dell’indagine riguarda l’accesso al credito. In questo caso solo un quarto degli intervistati dichiara di avere fatto ricorso al credito (nel 2013 la percentuale era al 30%) e nel futuro soltanto il 6% ritiene di dovervi ricorrere (nel 2013 la quota era pari all’8%). Rimane poi una quota pari al 33% che dichiara che forse ricorrerà a forme di finanziamento. In questo caso Il canale preferenziale per accedere al credito rimane la banca, seguita dalla società finanziarie, mentre il 6% dichiara di avere fatto ricorso al credito direttamente in sede di acquisto del prodotto presso il negozio.

Secondo il Il 6% degli intervistati il ricorso al credito nel futuro, sarà legato alla necessità di fare fronte a spese mediche e per acquistare beni di prima necessità. Nel 2012 la quota più rilevante era rappresentata dall’esigenza di estinguere debiti precedentemente contratti (8%).

Se nel 2012 e nel 2013 la gran parte degli intervistati che hanno dichiarato di avere fatto ricorso al credito, avevano specificato di averlo fatto attraverso prestiti finalizzati (nel 2012 era il 59%, nel 2013 il 35%), nel 2014, affermano di aver fatto ricorso al prestito personale (30%).

Infine, alle associazioni di difesa dei consumatori viene chiesto un maggior sforzo sia nell’informare, sia nell’elevare il livello di tutela.