Comunicato congiunto delle Orgnizzazioni Sindacali veronesi sui tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo

Apprendiamo, come al solito dai mezzi di comunicazione, che dal Ministero arriva un'ulteriore tegola sul sistema delle fondazioni lirico-sinfoniche e su quella di Verona in particolare con la decurtazione del contributo FUS dell’ordine di 700/800 mila euro sul parametro della “qualità”.

Possibile che il Commissario e il Direttore Operativo, cui solo qualche giorno fa abbiamo chiesto un incontro sulla situazione amministrativo/finanziaria della Fondazione, non avessero informazioni o previsioni al riguardo?

E su tale informazione non si sono sentiti in dovere di informare tempestivamente le parti sociali?

Malgrado le affermazioni del ministro Franceschini sul rinnovato impegno a favore dei virtuosi, e fondazione Arena di Verona lo è, a fronte dei sacrifici che stanno sostenendo i lavoratori, il combinato disposto tra la L. 160 e questo nuovo taglio economico rimanda un'immagine diversa e preoccupante.

Non si capisce con quali criteri il taglio di un quarto il punteggio FUS dedicato alla qualità, che per Verona vale circa 800000 euro, sia stato valutato nelle segrete stanze, quali siano stati i criteri presi in considerazione: in una parola come sempre manca trasparenza, e i lavoratori e le organizzazioni sindacali si trovano davanti al fatto compiuto ed immotivato.

Tagli che, se avessero una ragione oggettiva, la troverebbero solo nella programmazione artistica e produttiva che proprio il Commissario ha ridotto, come “soluzione” alla crisi che le gestioni della Fondazione hanno prodotto nel recente passato.

Non dobbiamo dimenticare che i lavoratori di già penalizzati pesantemente nello stipendio, alcuni minacciati direttamente di licenziamento, quale il corpo di ballo, hanno prodotto uno splendido festival che ha dato grandi risultati di biglietteria e grande contributo all'indotto cittadino, sono oggi nuovamente minacciati da ulteriori pesanti tagli.

Chiediamo con forza un intervento immediato delle forze politiche veronesi, che credono al rilancio di FAV, affinché facciano sentire la voce e il disagio dei lavoratori nelle opportune sedi.

Chiediamo al commissario che intervenga immediatamente per le vie opportune perché questa decisione venga rimossa e non ci siano ombre di conflitto di interessi tra le diverse Fondazioni.

Ci si dica finalmente a che punto l'iter di approvazione per l'accesso alla legge Bray.

Da parte nostra continueremo l’impegno, insieme alle segreterie nazionali, per una legge equa sullo spettacolo, legge che non affossi la cultura svendendola a logiche di mercato, e non permetteremo che questa sciagurata decisione ricada sulle teste dei lavoratori FAV.

P. Seghi SLC/CGIL N. Burato  FISTel/CISL  I. Zampolli UILCom/UIL  D. Carbone FIALS/CISAL