Club Tenco: poco rispetto per il pubblico

Riceviamo da Pasquale Saturni e pubblichiamo. Abbiamo chiesto spiegazioni sull'accaduto ad Enrico De Angelis, nel Club Tenco dal 1972, anno della sua fondazione 1972, e responsabile artistico dal 1996.Rimaniamo in attesa fiduciosi di poter pubblicare anche i chiarimenti da parte degli organizzatori.

Davvero increscioso e inaccettabile quanto accaduto ieri sera all’ingresso in Sala Maffeiana in occasione del concerto in omaggio a Leo Ferré a cura del Club Tenco con la gentile concessione dello spazio da parte dell’Accademia Filarmonica. La locandina dell’evento e tutte le comunicazioni ufficiali apparse su L’Arena e sui siti internet annunciavano semplicemente l’ingresso libero. Invece ieri sera in Sala Maffeiana sono entrate solo persone prenotate non si sa bene come. Alcune di queste persone, interpellate, hanno affermato di aver risposto affermativamente a un certo invito con una mail. Mettiamola così: la situazione è sfuggita di mano agli organizzatori. E questo, anche se con difficoltà, potrebbe anche starci. Quello che è inaccettabile è che alcune decine di persone siano state lasciate per 45/30 minuti in attesa fuori al freddo per vedersi poi chiudere la porta in faccia senza una spiegazione e senza una scusa. Fatto davvero deludente e offensivo. Eppure il quadro della situazione, con le prenotazioni al completo, era già chiaro da molte ore agli organizzatori. Ci sarebbe stato tutto il tempo per preparare un volantino, con spiegazioni e scuse, da distribuire al pubblico non prenotato a partire dalle ore 20. Si sarebbero potuti prendere inoltre i nomi di 20/30 persone per coprire eventuali defezioni alle prenotazioni e invitare tutti gli altri ad andare a casa. Questi semplici gesti avrebbero quanto meno salvaguardato il rispetto delle persone. L’alternativa comunque più rispettosa di un elementare diritto, sarebbe stata quella di far entrare gli spettatori man mano che questi arrivavano, disdicendo per tempo le prenotazioni per la stessa via da cui erano giunte o, quanto meno, dichiarandole nulle. A prevalere infatti su inviti giunti per altre vie, avrebbe dovuto essere la comunicazione ufficiale di “ingresso libero”.

Pasquale Saturni