Class action per Verona

I dieci anni delle tormentata e infauste amministrazioni guidate dal sindaco Flavio Tosi stanno terminando. Tra pochi mesi sapremo chi ci governerà per il prossimo lustro, anche se al peggio non c’è mai fine. Per intanto,  potremmo capire come rimediare ai tanti guasti che questa amministrazione ha causato  a Verona ed ai veronesi. Da circa dieci anni, come mi ricorda spesso l’amico Sergio Mantovani, in Italia esistono i modi perché  una cattiva amministrazione risarcisca  i danni, almeno parzialmente, che ha causato alla città amministrata.

Nel dicembre del 2007 è stata introdotta dalla legge 244 la class action, un’azione legale collettiva condotta da più soggetti che chiedono la soluzione di un problema comune con effetti ultra partes. Nel 2009, con l’articolo 49 della legge n. 99,  si permette l’estensione della possibilità dell’azione legale anche ai singoli individui. Con l’art. 140 bis del codice del consumo, è stato disciplinato l’accertamento delle responsabilità e delle eventuali condanne al risarcimento del danno. Il d.lgs. n. 198 del dicembre 2009 ha introdotto l’azione collettiva contro le Pubbliche Amministrazioni e i concessionari di pubblici servizi, se per causa loro “…derivi una lesione diretta, concreta ed attuale dei propri interessi, dalla violazione di termini o dalla mancata emanazione di atti amministrativi generali obbligatori e non aventi contenuto normativo da emanarsi obbligatoriamente entro un termine fissato da una legge o da un regolamento, dalla violazione degli obblighi contenuti nelle carte di servizi ovvero dalla violazione di standard qualitativi ed economici…”.

La legge esclude il danno punitivo, limitandosi al solo riconoscimento e relativo risarcimento dei danni provati. Danni non solo materiali, ma anche morali, esistenziali, e/o d’immagine. Purtroppo,  prevede anche la possibilità di risarcimento dei danni di immagine alla controparte, oltre alla pubblicizzazione della sentenza, se il singolo individuo o l’associazione di ’individui perdono la causa. Ritengo comunque che con l’aiuto di un pool di avvocati, sarebbe possibile chiedere il risarcimento, almeno in piccola parte, dei danni che questi dieci anni di amministrazione Tosi ha causato e soprattutto causerà alla nostra città.

Gli esempi sarebbero molti, mi limito solo a due:

1) la situazione urbanistica creatasi a Verona Sud;

2) la presunta mancata riscossione della fidejussione a garanzia del project financing per l’ipotetico traforo della collina.

Cito, da un articolo di Marcello Toffalini su Verona In, il commento dell’ex sodale del sindaco, il leghista Paolo Paternoster,  sulla situazione di Verona Sud: «Dall’Esselunga all’ex Mercato Ortofrutticolo, al Tosano di Borgo Roma, all’Ikea alla Marangona. Verona Sud diventerà la zona con la più alta concentrazione di centri commerciali del mondo. Questo causerà moltissimi problemi sia di inquinamento, per l’infinito numero di auto che si concentreranno nella zona, ma anche di traffico, con conseguenze pesantissime tutti i giorni dell’anno, festivi compresi (per non parlare dei periodi di fiera o di quello natalizio).” . Tutto questo, affermato da un ‘amministratore’ che aveva sostenuto la politica e le relative scelte urbanistiche durante il primo quinquennio dell’amministrazione Tosi.

Probabilmente, coloro che vivono e lavorano in quella zona, avrebbero buoni motivi per condurre una class action contro la Giunta e i consiglieri che hanno votato i vari provvedimenti urbanistici a Verona Sud. Lo stesso, sulla base del sopracitato d.lgs. n. 198, potrebbe essere fatto nel caso in cui il sindaco non intenda incassare la fidejussione a garanzia degli impegni presi dalla società Technital, aggiudicataria dell’appalto per il  traforo della collina e sinora non mantenuti. Non si capisce il motivo per cui una Pubblica Amministrazione, con gravi necessità finanziarie, non incassi la cospicua somma di circa otto milioni di euro per la mancata presentazione da parte di Technital di un progetto di project financing consono ai requisiti previsti dal bando. Da segnalare che le Linee Guida del project financing, emanate dall’Anticorruzione, confermano che dei rischi di impresa devono farsi carico i concessionari e che vantaggi e svantaggi per la Pubblica Amministrazione devono essere  esaminati con grande prudenza per tutelare l’interesse pubblico, chiarendo in fase di convenzione gli obblighi reciproci.

A mio parere, in entrambi i casi sono presenti validi motivi per condurre una class action contro un sindaco ed una Giunta che hanno svenduto il nostro patrimonio storico monumentale per fare cassa, ma si rifiutano di riscuotere una fidejussione di quasi otto milioni di euro.

Giorgio Massignan (Verona Polis)