Cisl Veneto: la contrattazione aziendale paga

Si chiamano "premi di risultato" e vengono erogati in caso di miglioramento dei risultati o del raggiungimento di specifici obbiettivi. Gestiti in questo modo hanno però un neo non di poco conto che riguarda la tassazione. Se ne è accorta la Cisl Veneto. Secondo gli esperti del sindacato questi premi vengono tassati con un’aliquota normale, progressiva, a cui vanno aggiunte le addizionali regionali e comunali. La Legge di Stabilità del 2016 prevede però che in caso di “premi di risultato” contrattati a livello aziendale la tassazione, tutto compreso, deva essere il 10%. La Cisl del Veneto, fatti due conti, afferma che ogni lavoratore del settore privato potrebbe risparmiare in tasse annuali fino all’equivalente di una mensilità. Se poi questi “premi di risultato” invece di essere tradotti in moneta sonante venissero convertiti in servizi di “welfare” per il lavoratore ed i suoi familiari, la tassazione scenderebbe a zero. In Veneto, secondo la Cisl, i lavoratori potrebbero risparmiare/ottenere una cifra complessiva che si aggirerebbe tra gli 800 milioni ed il miliardo di euro. Non solo questo ma questo tipo di trattamento permetterebbe al lavoratore di continuare ad ottenere il famoso contributo governativo di 80 euro.
A questo specifico trattamento possono partecipare i lavoratori del settore privato, meglio se di medie o grandi aziende, dove il sindacato riesce a contrattare “premi di risultato” aziendali. Molto più complicato nelle piccole aziende oppure per lavori saltuari o precari. Escluso pure il settore pubblico.
In questi giorni è possibile consultare le tabelle e calcolare da sé l’importo che si otterrebbe se si rientrasse nelle modalità esposte dalla Cisl. Si tratta ovviamente di un’incentivazione ad unirsi alle organizzazioni sindacali per ottenere assieme risultati economici difficilmente raggiungibili singolarmente.
Sul SITO regionale della Cisl c’è la possibilità di interagire con un “calcolatore di convenienza” e fare due conti.

Agostino Mondin