Chi salva una vita salva il mondo intero

Mentre il nuovo governo s’insedia, nella distrazione più o meno generale,  nel giro di pochi giorni, ci sono stati tre nuovi casi di suicidio in carcere. I fatti sono tutti avvenuti in Campania. Queste vittime fanno a salire a 9 il numero dei detenuti che si sono tolti la vita nelle prime settimane del 2014 in Italia.
"La morte di un uomo è una tragedia, la morte di milioni è una statistica", affermava Stalin. Questi ultimi episodi portano al drammatico bilancio di 810 suicidi a partire dal 2000.
Il disagio che si vive nelle prigioni italiane, inevitabilmente, non riguarda solamente le persone che stanno scontando il loro debito con la giustizia, anche tra gli agenti si registrano numerosi suicidi. Sono 100 casi dal 2000 ad oggi. Turni massacranti per la carenza di personale, condizioni lavorative stressanti rendono estremamente difficile questo lavoro. Il carcere invece di recuperare e restituire alla società persone cambiate annienta le esistenze più fragili e le spinge alla marginalità, fino a compiere gesti estremi. Occorre ben più di una legge “svuota carceri” per far riacquistare, se mai ci sia stata, al sistema carcerario Italiano la sua funzione rieducatrice. Vanno messe in campo strategie, risorse, ed energie, non è possibile continuare a non gestire questa incresciosa situazione con politiche di tamponamento (nelle quali peraltro siamo maestri).
"Chi salva una vita salva il mondo intero", è scritto nel Talmud. Anche se si tratta di quella di un detenuto.