Caro Pedrollo, il problema non sono i comitati ma...

Lettera aperta a Giulio Pedrollo, presidente di Confindustria Verona.

 

Le dichiarazioni del presidente della Confindustria Veronese, Giulio Pedrollo, apparse sulle pagine del Corriere di Verona di martedì 17 giugno, sono tali da lasciare basito chiunque in questo Paese sia riuscito a custodire qualche residuo di cultura democratica, pur nell’imbarbarimento dello scenario politico generale.

«La nostra è diventata la città dei comitati contro – riferisce il Corriere –. Ogni volta che si lancia un’iniziativa c’è qualcuno che organizza un comitato di oppositori…». In definitiva, se la macchina dell’economia non funziona, se non c’è lavoro, se non vengono realizzate opere pubbliche e servizi il motivo va ricercato nell’opposizione dei comitati di cittadini che intralciano i progetti.

Occorre ricordare che il parere del presidente della Confindustria Veronese è una voce che, per quanto rappresentativa di un importante settore della vita civile, è limitata al mondo dell’impresa. In merito alle grandi opere pubbliche sarebbero da ascoltare anche le voci dell’urbanista, dell’esperto ambientale, del geologo, dello storico, del biologo e così via. I recenti disastri accaduti nel nostro paese a seguito di realizzazioni di un certo impatto ambientale, stanno a dimostrare con troppa evidenza che queste voci non sono state prese in considerazione e che troppo peso invece è stato dato a criteri di carattere economico finanziario. Dimenticare questa lezione dei fatti è scellerato e al tempo stesso non lungimirante anche sotto il profilo dei costi.

Nella pratica della democrazia come partecipazione, secondo certa cultura politica (la cultura “del fare”), s’insinua una minaccia per l’economia. Come dire: se la gente non partecipasse ai processi della cosa pubblica, le cose andrebbero meglio.

Meno politica e più affari, meno diritti e più crescita è divenuto ormai il cantus firmus (alquanto monotono per la verità) di una parte della classe imprenditoriale e politica sempre più appiattita sulle corte visioni del profitto e del potere fine a se stessi. La crescita di cui parlano è la crescita della loro ricchezza. Mentre nella gente, aumenta la crescita della perdita dei diritti e dei beni comuni, compresa la privazione di suolo, di qualità di vita e di salute.

A nostro avviso, ogni limitazione del diritto di cittadinanza, ovvero ogni volta che si abbassa la guardia sul senso di responsabilità e di controllo sociale, si espone la collettività e in ultima analisi, la politica e il mondo dell’impresa al serio e fondato rischio di cadere sotto il controllo di ben altri comitati, ovvero quelli dell’illegalità e del malaffare. Questi sono i veri “comitati contro” da temere, non i comitati della gente!

Quanto sta emergendo dalla cronaca giudiziaria di questi giorni è sotto gli occhi di tutti. Una cittadinanza partecipe, vigile e responsabile sarebbe, contrariamente a quanto afferma Pedrollo, un formidabile sostegno per quegli amministratori che intendono governare la cosa pubblica con onestà e senso di giustizia, perché non si sentirebbero mai lasciati soli, i comitati non li abbandonerebbero mai.

L’esternazione del presidente Pedrollo lascia stupiti anche gli stessi comitati cittadini, che a onor del vero nella nostra città si possono contare sulle dita di una mano, i quali sono del tutto ignari di possedere tanto potere fino a intimorire i potentati del cemento, dei project financing, della realizzazione del traforo, della cementificazione di 77 mila metri quadrati su cui si dovrebbero creare diversi centri commerciali, anche a poche centinai di metri l’uno dall’altro, della distruzione del verde urbano ecc. I comitati ringraziano la S.V. per tanta considerazione! Quando mai nella nostra città i comitati cittadini sono riusciti a far cambiare i programmi degli amministratori! Invece, non una volta gli amministratori si sono degnati di prestare attenzione alle istanze della base quando erano in gioco gli interessi del loro potere e dei potentati economici.

Chi ha sottratto quantità enormi di denaro pubblico destinato ai beni pubblici, ai servizi, al lavoro e all’impresa stessa? I comitati dei cittadini?

Stupisce inoltre l’analisi: «L’anello mancante – sostiene Pedrollo – è il settore che più traina il mercato e i consumi interni, quello delle costruzioni». A questo punto i comitati dei cittadini dovrebbero sentirsi sprofondare nel senso di colpa per le migliaia di appartamenti vuoti e sfitti, per il patrimonio pubblico svenduto, per gli immensi immobili edificati e dismessi a distanza di pochi mesi, per i milioni di euro sprecati in opere di nessuna utilità se non per le tasche dei corrotti, per le colline sbancate allo scopo di realizzare monoculture provocando danni alla biodiversità, danni che la collettività pagherà con sempre più gravi squilibri ambientali, per la distruzione del suolo “bene comune” trasformato in bene economico monetizzabile nelle tasche dei privati.

Con guizzo d’intuito originale, a dir poco patetico, in sintonia peraltro col pensiero renziano, Pedrollo giunge a sentenziare: «Il tunnel va realizzato, le imprese vanno salvaguardate. Semmai sono gli imprenditori corrotti che vanno puniti». Di quali imprese e di quali imprenditori stiamo parlando? Insomma, la corruzione, secondo il nostro, è semplicemente questione di qualche mela marcia?

Come se le vicende giudiziarie di questi giorni che vedono coinvolti personaggi della politica, anche nostrana, fossero un passatempo di una magistratura sfaccendata. Come se la Mantovani non c’entrasse nulla, non solo con il Mose, ma anche con quel traforo che Pedrollo sostiene dover essere realizzato. Come se tutto questo, se le tangenti e la stessa vicenda Mose non fossero un vero e proprio “sistema” di alta ingegneria criminale. Ammessa la buona fede, davvero c’è da chiedersi in quale olimpo vivano coloro che riducono tale “sistema di corruzione” a mera iniquità di imprenditori corrotti.

Con tutto ciò, siamo ben lontani dal demonizzare il mondo dell’impresa. Siamo consapevoli che l’impresa ha un ruolo sociale di capitale importanza e che per il bene di tutti deve essere aiutata a superare mille ostacoli. Essa è parte di un corpo sociale ammalato e come tale è bisognoso di cure. Vogliamo solamente far presente al Sig. Pedrollo che da una diagnosi errata ne deriva una terapia che può peggiorare la patologia.

 

Associazione Culturale Progetto Musantiqua
Associazione Monastero del Bene Comune
Comitato Cittadino Insieme per Borgo Roma-Beghelli
Comitato di cittadini contro il traforo delle Torricelle
Comitato Verona Inalberata
Donne in nero
Italia Nostra
Lega Ambiente

Alba Rigo, Enrico Bertelli, Francesco Premi, Mimmy Spurio, Miria Pericolosi, Paola Lorenzetti, Paolo Piva