Cantieri Invisibili presenta Venezia al Camploy di Verona

Mercoledì 5 aprile al Teatro Camploy alle 20:45 Venezia Venezia di Riccardo Pippa proposto dalla compagnia Cantieri Invisibili. La regia è di Matteo Spiazzi, che ne è anche interprete assieme ad Alberto Bronzato, Ermanno Regattieri e Giacomo Segulia. La scenografia è di Debora Pozza e Gino Copelli, i costumi di Antonia Munaretti, le maschere di Roberto Maria Macchi.
L’opera è il quattordicesimo appuntamento proposto dalla rassegna L'Altro Teatro organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven (Circuito Teatrale Regionale), con Ersilia Cooperativa e con EXP.

Venezia Venezia è un’opera che s’ispira alla Commedia dell’Arte, con le sue maschere tradizionali, i suoi malintesi e le sue risate; ma è anche la rivisitazione di questo genere da parte di due artisti che su questo filone hanno centrato il loro lavoro, portandolo anche all’estero. Il testo, infatti, col titolo Viva Commedia!, sempre per la regia di Matteo Spiazzi, è da due anni nel repertorio del Teatro Nazionale Accademico Gorkij di Minsk, il più importante teatro di lingua russa del Paese.

Pantalone, mercante veneziano, ha un segreto: la sua vita austera, fatta di stenti, di sacrifici, di privazioni, è una facciata che nasconde il suo terrore di essere derubato. Per questo ha nascosto tutte le ricchezze accumulate in una vita di guadagni, convertite in oro e diamanti, in un bauletto. Anche sua figlia Isabella ha un segreto: è incinta e non sa di chi. «Da una parte c’è la vita come una vergogna da nascondere – spiega Matteo Spiazzi – dall’altra un amore arido, travolgente, disperato per la propria ricchezza».

A sopportare il vecchio avaro, a mandare avanti la casa e a custodire il segreto di Isabella c’è la serva Colombina. C’è poi Cinzio, il giovane innamorato, eterno studente e vanesio mantenuto. È figlio di Graziano, che, desideroso di una seconda giovinezza, si contende con lui la mano di Isabella. Ci sono poi il Capitano, mercenario spaccone in cerca di amore a buon mercato, e Arlecchino, con il suo vestito logoro e le sue toppe, e la sua inguaribile malizia.

«Arlecchino, coi suoi modi da servo ossequioso e inguaribile discolo, è il simbolo del nostro lavoro» conclude il regista. «Qui si strappa, si taglia, si cuce; qui si riciclano, si riscrivono, si rubano i classici, incoscienti come innamorati, sicuri come chi sta sulle spalle dei giganti. Si fa per ridere e per riaffermare, oggi più che mai, attraverso l’unica arte del vero incontro, che da soli non si può essere ricchi veramente».

Prezzi dei biglietti: intero € 14,00 - ridotto over 65 € 12,00 - ridotto under 30 € 10,00.

Info: TEATRO CAMPLOY, via Cantarane 32  tel. 0458008184-0458009549 www.laltroteatro.comune.verona.it