Cantieri Invisibili al Camploy per l'Altro Teatro con Sogno di una notte di mezza estate

Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare nell’interpreazione del gruppo Cantieri Invisibili con la regia di Mario Gonzalez per il quinto appuntamento con la rassegna L’altro teatro organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven (Circuito Teatrale Regionale).
Venerdì 29 gennaio alle 20.45 al Camploy, una particolarissima edizione del Sogno di una notte di mezza estate che torna al Camploy dove aveva debuttato con grande successo lo scorso luglio nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese. Un debutto, allora, che aveva tenuto a battesimo il gruppo Cantieri Invisibili (costituitosi il 15 giugno 2015) di cui sono soci Alberto Bronzato, da sempre “anima” di Estravagario Teatro, Riccardo Pippa e Matteo Spiazzi. Insieme a loro, per l’occasione, un regista di fama internazionale come Mario Gonzalez, nato in Guatemala e molto attivo in Francia dove è una vera celebrità dopo essere stato uno degli attori storici del Théâtre du Soleil. In Italia è molto conosciuto per l’attività di pedagogo nelle più importanti accademie teatrali e in particolare per il lavoro sulla maschera e sul clown.

La realizzazione del Sogno da proporre nei teatri ma soprattutto nelle piazze era da tempo nei progetti di Cantieri Invisibili. L’incontro con Gonzalez, a Verona per un laboratorio sulla maschera organizzato per l’Università, aveva rappresentato la spinta decisiva. «La maggior parte delle prove – spiega Bronzato – si sono svolte a marzo in Andalusia, ad Alanis de la Sierra, un piccolo paese a due ore da Siviglia. In questo Sogno siamo cinque attori che interpretano i sedici personaggi della commedia e interagiamo in uno spazio che è una sorta di circo, con una scena circolare e una tenda rossa da cui usciamo e dietro la quale ci cambiamo. Il ritmo è molto serrato». Quanto al testo, la riduzione principale riguarda il personaggio di Puck che qui «è un essere più simile a un mago che a un folletto: è muto, non ha padroni e insieme alla fate si prende gioco degli innamorati e degli artigiani dentro il bosco». Gonzalez ha dato dunque allo spettacolo un’impronta tutta sua. Ecco allora che l’intreccio sentimentale pensato da Shakespeare con le nozze tra re Teseo e Ippolita, regina delle Amazzoni, gli amori contrastati tra Ermia e Lisandro, tra Demetrio ed Elena e ancora le liti, nel regno delle fate, tra il re Oberon e la regina Titania, entrambi invaghiti dello stesso ragazzo, assumono una veste particolare. Al centro di ogni scena, infatti, il regista mette i clown, che diventano così i protagonisti della commedia. «Ma questo non significa fare giocoleria o improvvisare gag. Noi recitiamo il Sogno. Le parole sono quelle di Shakespeare, e il rapporto con il pubblico è molto diretto. Si finisce col ridere molto perché, nell'innamoramento, non riusciamo a vedere – conclude Bronzato – ciò che gli altri vedono chiaramente, e non sappiamo distinguere il vero amore da quello falso». Accanto a Bronzato sono in scena Isabella Macchi, Riccardo Pippa, Matteo Spiazzi e Margherita Varricchio. Scene di Debora Pozza, costumi di Antonia Munaretti, disegno luci di Paolo Gazzara.

Su proposta dell’Associazione disMappa e con la collaborazione del Comune di Verona, il Teatro Camploy promuovere le proprie attività artistiche e culturali rendendo più semplice la partecipazione del pubblico con disabilità.

Servizio biglietteria presso BOX OFFICE (via Pallone 16 tel. 0458011154).
Biglietti anche a teatro dalle ore 20.00 di venerdì 29.