Canone rai: di tutto, di più

L’Italia sta diventando sempre più il paese del grottesco. Pensavo che la fantasia di tasse all’italiana fosse finalmente arrivata al termine del proprio cammino e invece mi sbagliavo. In giro era rimasta qualche mente bislacca che ha pensato bene di lanciare l’idea che si possa pagare il canone Rai utilizzando la bolletta dell’Energia Elettrica. Secondo le stime Rai ci sarebbe un’evasione del canone pari a 600 milioni. Pare inoltre che il canone Rai sia tra i più bassi di tutta Europa. Questo non lo so, non ho i dati per confermare o confutare una cosa del genere. So però che il prodotto proposto è tra i più scadenti in circolazione. Per non parlare del controllo ed ingerenza della politica in qualsiasi angolo recondito del palinsesto. Insomma, attorno alla Rai le lamentele e le battaglie sono continue e allora eccoti la furbata: perché non far pagare il canone con la  bolletta dell’energia elettrica e già che ci siamo lo facciamo pagare a tutti, magari riducendolo della metà?  Secondo Antonello Giacomelli, Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Telecomunicazioni si andrebbero a pagare 60/65 euro a fronte dei 113.50 euro dell’anno in via di conclusione.

Immagino saranno felici tutti coloro che pagano tale balzello che noi, per capirci, chiamiamo Canone Rai ma in effetti è una semplice tassa di possesso. Dovresti pagare il balzello solo se in possesso di un’apparecchio televisivo. Ci sono sicuramente quelli che possiedono un televisore e che non pagano il “canone” ma ci sono molte persone che non possiedono, felicemente, un televisore. Perché questi ultimi dovrebbero pagare e dove sta la logica e la giustizia di un simile atto?

Durante un’intervista televisiva, a chi gli chiedeva se non fosse meglio combattere l’evasione fiscale di “pochi”,  piuttosto che alzare le tasse a tutti gli altri, l’allora Presidente del Consiglio Monti rispose che era più facile ed immediato chiedere “poco” a tanti piuttosto che “molto” a pochi.

A me pare che anche in questo caso la logica sia quella.

Questa è dunque  l’idea fin qui balenata, un’idea che forse non arriverà a compimento quest’anno ma che ritornerà,  forse più avanti, puntuale come una bestemmia assecondando il famoso assioma di Antoine-Laurent de Lavoisier “nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma”…quasi sicuramente in più tasse.

Ah, per la cronaca Lavoisier, oltre che scienziato fu anche funzionario fiscale e finì ghigliottinato.