Campagna Mal’Aria. Il Veneto la regione più inquinata d'Italia

Campagna Mal’Aria, Legambiente presenta la classifica nazionale delle città interessate da inquinamento atmosferico nel 2015.
In Veneto l’Aria è avvelenata, è la regione più inquinata d’Italia.

Verona:  65 sforamenti monitorati dalla centralina di Borgo Milano, 94 sforamenti  monitorati dalla centralina di Cason.

Il 2015 si è concluso all’insegna dell’emergenza smog. La maggior parte delle grandi città italiane si è “svegliata” ancora una volta verso la metà di dicembre con le centraline di fondo urbano e di traffico che registravano quasi ininterrottamente superamenti dell’ormai famoso limite del PM10 di 50 microgrammi per metro cubo da non superare per più di 35 volte in un anno.

Il particolato urbano viene classificato sia in base alle sue dimensioni (è definito il particolato con diametro inferiore o uguale a 10 µm – corrispondente ad un millesimo di millimetro - il particolato con diametro inferiore o uguale a 2,5 µm etc.) che in base alle sue origini, che possono essere naturali (pollini, avvezioni sahariane, etc.) e antropiche (usura dell’asfalto e dei pneumatici, combustione dei motori, combustione degli impianti di riscaldamento, solo per citarne alcune).

Ma le ridotte dimensioni lo rendono anche una minaccia per la salute umana tant’è che, al di là dei limiti normativi, secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della sanità, il particolato atmosferico è ritenuto cancerogeno per la salute umana e risulta spesso associato ad una maggior incidenza del cancro.

Come ogni anno, Legambiente, attraverso la campagna “ti tengo d’occhio”, monitora le centraline dei capoluoghi italiani e stila la classifica delle città nelle quali almeno una centralina di monitoraggio abbia superato la soglia limite di polveri sottili in un anno.

Nel 2015 sono state monitorate 90 città attraverso la raccolta dei dati aggiornati quotidianamente dai siti delle Arpa, delle Regioni e delle Province. Delle 90 città monitorate 48, cioè il 53%, hanno superato la soglia dei 35 giorni consentiti per legge.

In Veneto il 92% delle centraline urbane monitorate hanno superato il limite dei 35 giorni consentiti; tutte le centraline delle città di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza hanno superato il limite a disposizione, mentre solo a Belluno sono stati registrati 8 superamenti;

Per la classifica nazionale di Legambiente, Verona si classifica al 26esimo posto con 65 sforamenti del limite consentito di pm10.
 
L’emergenza smog difficilmente si potrà risolvere con interventi sporadici che di solito le amministrazioni propongono in fase d’emergenza. Per uscire dalla morsa dell'inquinamento è fondamentale che la Regione e il Governo assumano un ruolo guida facendo scelte e interventi coraggiosi, mettendo al centro le aree urbane e la mobilità sostenibile.

I dati emersi in territorio scaligero di 65 sforamenti per il 2015 (fonte Arpav), fanno riferimento alla sola centralina posizionata in Borgo Milano, che come già sottolineato più volte dal circolo di Verona, è situata in un luogo de localizzato rispetto al traffico veicolare di Corso Milano, segnalando quindi concentrazioni più contenute di polveri sottili. Le centraline che monitorano l’aria nella città di Verona sono due: la prima, quella considerata e la seconda quella in località Cason, che pur se localizzata in ambito agricolo ha totalizzato 89 fino al 14 dicembre 2015, sostituita poi 5 giorni dopo dalla centralina posizionata  al Parco dell’Adige sud, nei pressi di Giarol Grande, la quale nei pochi giorni residui, ha contabilizzato 5 ulteriori sforamenti.

Appare del tutto incomprensibile lo spostamento della centralina in ambito extraurbano, dove la concentrazione di particolato è meno elevata; in realtà i cittadini passeggiano quotidianamente per lavoro e per svago prevalentemente in ambito urbano, dove la qualità dell’aria dovrebbe essere monitorata e controllata continuativamente. Alla luce di questi dati sarebbe opportuno che la centralina di Borgo Milano che venga riposizionata direttamente sull’arteria stradale di Corso Milano per rilevare correttamente la quantità di particolato altrimenti riportata in modo falsato.

La situazione a gennaio 2016 non migliora, i dati delle centraline ARPAV segnano già 13 giorni di sforamento a Verona da inizio anno.

 Il circolo di Verona prosegue in questi giorni la campagna di monitoraggi con una propria centralina per la misurazione delle polveri, su territorio comunale e provinciale e renderà pubblici i dati che emergeranno alla fine del mese di febbraio.

Il dossier cliccando QUI.

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