Via Cà di Cozzi, come una carovaniera del selvaggio West

Moltissimi di noi per recarsi a Parona, percorrono via Cà di Cozzi. A dir la verità questa strada è pure il percorso privilegiato e semi obbligato per tutti coloro che dalla Valpolicella si recano a lavorare in città o in zona industriale e che la ripercorrono per rientrare a casa. Via Cà di Cozzi è quindi una strada ad altissima percorrenza. Lo sanno benissimo tutti coloro che a piedi o in bici, si avventurano nel suo attraversamento, rischiosissimo pure sulle rare e sbiadite strisce pedonali. Chi la affronta lo fa con lo spirito pionieristico degli antichi coloni lungo la frontiera del selvaggio West. In via Cà di Cozzi non esistono regole né sceriffi che le facciano rispettare. La legge del più forte o dell’improvvisazione selvaggia sembrano prevalere.

In via Cà di Cozzi stanno infatti fervendo i lavori per la realizzazione di un Mc Drive. Lì dove c'era Albi&Marcellino, nota e storica concessionaria di automobili, ci saranno patatine e Mc paninozzi  dal sapore uguale a quello dei Mc di tutto il mondo. Ovviamente nulla di contrario alla realizzazione di nuovi posti di lavoro. Però qualche domanda me la sono posta e la voglio condividere con i nostri lettori e sottoporre agli amministratori cittadini attraverso il sito e la pagina fb di Radio Popolare Verona.

Io credo che si vada al Mc Drive perché si vuole andare proprio lì e non perché ci si passa davanti casualmente. Conseguentemente il Mc servirà ad incrementare il traffico, il rumore e l'inquinamento in una zona già oltre i limiti della sopportazione.

A poco più di cento metri dal Mc Drive c'è un Burger King, catena concorrente. Non sono contrario alla libera concorrenza ma certamente anche in questo ambito ci sono regole e norme di tutela che andrebbero, forse, maggiormente applicate lasciando meno questo deleterio liberismo da paese sottosviluppato.

Un po’ prima, sull’altro lato della strada si sta lavorando alacremente per un nuovo, pare, supermercato, straordinariamente vicino a quello saldamente inserito sullo svincolo del Saval, a fianco del Liceo Scientifico Fracastoro e del Provveditorato.

Non si sta progettando nulla, invece, per quanto riguarda la mobilità dolce, a piedi o in bici. Via Cà di Cozzi, ma anche tutta la parte che gira verso il Saval, manca di marciapiedi adeguati o di spazi ciclopedonali protetti. Chi volesse aggirarsi in quelle zone lo deve fare in auto, ostiando molto, oppure avventurarsi in bici o a piedi, a proprio rischio e pericolo.

A mio parere sarebbe il caso di togliere tutti quegli affacci su via Cà di Cozzi, limitandoli ad un paio, portando gli accessi ai vari outlet e iper negozi, sul retro. In tal modo si eliminerebbero le molte problematicità ed i rischi per le persone che il continuo susseguirsi di innesti stradali e accessi fronte strada comporta.

Con l’occasione si potrebbe pure pensare a tutta una serie di collegamenti ciclopedonali tra Adige e Parona-Quinzano utilizzando la viabilità e le sterrate esistenti.

L’impressione invece è che tutto sia rimasto fermo ed immobile come ai tempi dell’ipotesi traforo. Tramontata questa ipotesi, non si è pensato nulla e tutto viene delegato all’iniziativa dei singoli privati che però si muovono disordinatamente seguendo i propri interessi e non un progetto pensato e articolato, all’interno del quale inserirsi armonicamente.

A meno che qualcuno, temerariamente, non pensi che il traforo è ancora un’opzione praticabile.