Bovolone e il NO di Pirro

Si è svolta ieri lunedì 9 gennaio a Bovolone un'assemblea convocata per decidere se accogliere o meno i migranti nel proprio comune. Un sindaco balbettante, circa 400 persone presenti, un gruppetto in piedi pronto ad intimidire chiunque provasse ad esprimere posizioni differenti dal "non li vogliamo". Questa la situazione ed il clima della sala nel racconto di chi c’era.

Al termine dell'incontro la decisione del sindaco che, annusata l'aria, dice no all’accoglienza. All'assemblea si era arrivati dopo che la frazione locale di "Verona ai Veronesi" aveva raccolto circa 900 firme a sostegno del no.
Nella decisione di ieri sera si mescolano ignoranza, arroganza, qualunquismo e razzismo.

Tutti coloro che prendevano la parola venivano fotografati, fino a quando una ragazza ha ha preteso di non essere fotografata. La foto usata come una sorta di "schedatura", utile per intimidire coloro che osavano abbozzare un minimo di ragionamento che si discostasse dal “no” ai richiedenti asilo. Secondo quanto ci è stato raccontato da persone presenti, l’apice è stato raggiunto il ducetto locale, riferendosi alla necessità di una comunità unita e coesa, ha lanciato più o meno velate minacce a coloro che a Bovolone fossero minimamente favorevoli ad accogliere i migranti. “In paese ci conosciamo tutti e tutti hanno qualche scheletro nell’armadio” avrebbe affermato. Occhio dunque a quello che dite e quello che fate. Eia eia…

Tutto questo alla presenza delle forze dell’ordine.

Quella di ieri sera a Bovolone è stata dunque una festa della democrazia.

Agostino Mondin