Billy Hart Group @Vicenza Jazz New Conversations 11 Maggio 2016-Live Report

Anche quest'anno Vicenza Jazz New Conversations sa stupire e inebriare come non mai proponendo artisti di sicuro interesse.

Billy Hart si presenta al Teatro Comunale di Vicenza e subito la platea lo acclama. Come per incanto siamo catapultati nel passato: il batterista di Washington fa salire idealmente sul palco con lui tutti i musicisti con cui ha collaborato in 50 anni di musica. Miles Davis, Wayne Shorter, Jimmy Smith, Otis Redding, Shirley Horn e l'elenco continuerebbe.

Ad accompagnarlo il suo fidato quartetto nato del 2006 composto dai più interessanti musicisti della scena americana: Ethan Iverson al piano, Mark Turner al sassofono e Ben Street al contrabbasso. Del 2011 è il debutto in casa discografica Ecm Records con l'album “All Our Reasons” e nel 2014 tocca al secondo lavoro, “One is the Other”, sempre con l'etichetta di Monaco.

Con una levità che ha dell'incredibile il quartetto sa guardare al passato senza dimenticare il presente: uno sguardo onnisciente che ingloba le suggestioni degli anni '60 ed comunque profondamente radicato nella contemporaneità. La batteria sostiene ogni brano senza diventare invadente con un drumming sostenuto e preciso ma che sa anche destrutturare nel modo perfetto lo scheletro delle singole tracce incalzando in maniera incredibile i compagni di viaggio. Ben Street si fa da parte lasciando maggior spazio al beat di Hart, Mark Turner al contrario dialoga con foga. Il sassofonista dell'Ohio è sicuramente una delle voci più interessanti della scena jazz attuale. Un timbro caldo e sagace ma cosi composito e lieve che sa unire l'anima di due grandi del passato, a cui l'artista in varie interviste ha confermato di essersi più volte ispirato: Warne Marsh e John Coltrane.

Ethan Iverson non è da meno e interviene anche lui in maniera molto composta e formale prediligendo alla performance solista l'idea di un ensemble che si esprime all'unisono.

In un attimo sul palco ecco scorrere i grandi protagonisti del jazz riuniti sotto l'egida di Hart che eliminando ogni barriera di tempo e spazio ci regala una serata davvero encomiabile.

Nicola Barin.