Bertucco inflessibile sulla falsa ordinanza del sindaco Flavio Tosi

Ieri è stato diffuso da Ricostruiamo il Paese, fondazione del sindaco di Verona Flavio Tosi, una finta ordinanza straordinaria per tutelare i veronesi, che vieta rapporti con persone o società calabresi di qualsiasi tipo. Un'azione goliardica, una boutade che non fa ridere e che poco si addice alla situazione e che sicuramente non può essere la risposta all'inchiesta della trasmissione tv Report, che ipotizzava infiltrazioni della 'ndrangheta nel Comune di Verona.

Ecco cosa ne pensa Michel Bertucco, Capogruppo del PD in Consiglio Comunale a Verona.

«La falsa ordinanza sui calabresi fa abbastanza ridere, ma non è all’altezza delle migliori battute pronunciate dal sindaco Tosi. Tra le più comiche, ormai di consolidato repertorio, ricordiamo quella sul Traforo delle Torricelle, i cui lavori sono talmente imminenti che dovevano partire alla fine del 2013 – attacca Michele Bertucco, capogruppo Pd in consiglio comunale dopo aver visto dell’ordinanza-provocazione fatta da Tosi contro l’Ndrangheta -. Oppure quella sul filobus che, stando alle informazioni fasulle apparse sul sito ufficiale del Comune, sarebbe addirittura già in funzione. Per non parlare della battuta sul Piano degli Interventi approvato assieme all’amico di sempre Vito Giacino, che avrebbe dovuto fruttare alla città centinaia di milioni di euro in dobloni d’oro».

«Purtroppo l’unica certezza di cui al momento disponiamo, è che su molte di queste opere grava l’ombra del mancato rilascio dei certificati antimafia, in qualche caso c’è il sospetto che siano state pagate tangenti, e tutte, nessuna esclusa, sono viziate da promesse non mantenute – conclude Bertucco -. Non potendo più spendere la sua fama fasulla di bravo amministratore, demolita dagli accertamenti giudiziari e dai sospetti generati dalla sua stessa condotta, a Tosi non resta che ricorrere alle vaccate. Ma siccome non siamo più a Carnevale e il primo di Aprile è passato da un pezzo, la città meriterebbe un pochino di serietà in più. Se davvero vuole fare un servizio alla trasparenza, Tosi renda pubblici i nomi di chi ha finanziato la sua campagna elettorale e la sua Fondazione. Oppure ha qualcosa da nascondere? C’è qualche nome che lo imbarazza? Ha qualcosa di cui vergognarsi?».

Per approfondimenti: Bufera Report a Verona. Intervista a Sigfrido Ranucci