Benvenuti nell’era del 2.2

Siamo all’alba di una nuova era, il primo giorno di ottobre ci fa sbarcare nell’era dell’IVA 2.2. Accogliamo l’aumento di 1 punto percentuale dell’imposta sul valore aggiunto con la consueta pacatezza, la mesta rassegnazione di un popolo anestetizzato.

Come se la cosa non ci riguardasse. Alternative non ce n’erano e il governo delle larghe intese, ha fatto quello che in questi anni hanno fatto tutti i governi che si sono succeduti, recuperare velocemente il denaro necessario dove si può, con l’iniquità che comporta il colpire tutti. Tutti quelli che non hanno scampo e  quelli che si salvano sempre. È una banalità ricordare che questo aumento non sarà la stessa cosa per la famiglia di un operaio delle acciaierie Riva, per la famiglia di una commessa o per la famiglia di un dirigente o quella di avvocato.

Ci consola un po’ che almeno traghettandoci senza pietà in questa nuova era, ci abbiamo risparmiato l’ennesima ascissa sulla benzina e ci prepariamo ad un peggio che deve ancora arrivare. Inutile ricordare che questo produrrà un’altra inevitabile contrazione dei consumi, che ci troveremo di fronte ai soliti aumenti ingiustificati che supereranno il punto percentuale. Insomma niente di nuovo sotto il sole. La politica impegnata nei soliti teatrini non si preoccupa di dare le risposte di cui il paese ha bisogno.

Tanto per dire, siamo ancora qui, in attesa della più che urgente riforma elettorale tanto che se malauguratamente dovessimo tornare a votare, probabilmente ci troveremmo ancora nella condizione in cui siamo oggi: avere un governo che non riesce a governare.

Okay, invece di scendere in piazza facciamo pure un altro buco nella cintura e facciamoci carico della nostra incapacità di credere nella possibilità di cambiamento e se è vero che “tutto deve cambiare perché nulla cambi”, allora forse con la nostra immobilità siamo sulla strada giusta.

Benvenuti nell’era del  2.2.

Cinzia Inguanta