Ben Harper & The Innocent Criminals @Hydrogen Festival Piazzola sul Brenta (Pd) 17 luglio - Live Report

Ben Harper

Ben Harper ha un rapporto molto speciale con l’Italia, che gli dimostra un affetto e una devozione notevoli, a partire dal primo concerto ad Arezzo Wave nel lontano1995 quando semi sconosciuto presentava lo splendido album d’esordio Fight for your mindPiazzola sul Brenta/Hydrogen Festival non sono da meno e nella caldissima serata di venerdì sono stati teatro a cielo aperto di un altro grande successo dell’artista californiano. Per quest’occasione si presenta in full band con gli Innocent Criminals, lo storico gruppo di musicisti che lo accompagna dal debutto e composto dall’eclettico percussionista Leon Mobley, dal solido batterista Oliver Charles, dall’ottimo tastierista Jason Yates e dalla seconda chitarra di Michael Ward. Capitolo a parte merita il basso di Juan Nelson, un virtuoso assoluto, capace di rendere gli innesti ritmici il fulcro della performance e di catalizzare l’attenzione del pubblico, che gli tributa delle sonore ovazioni. 

Il protagonista assoluto resta comunque Ben Harper, con il suo felice mix di gospel, blues, reggae e suoni che profumano di California, tra Flower Power e Laurel Canyon. Poco prima della 22 inizia lo show e il nostro si accomoda sulla sedia per suonare la sua la slide guitar appoggiata sulle ginocchia, marchio di fabbrica della sua produzione artistica. Welcome to the Cruel World è un blues di apertura perfetto, la platea è in gran parte seduta (posti in piedi solo ai lati del palco transennati) e questa scelta si rivela azzeccata da parte degli organizzatori, perché il concerto di Ben Harper si rivelerà meno elettrico del recente passato e quindi molto piacevole da apprezzare comodi. Il rock comunque non manca (da Burn to shine a Steal my Kisses) e l’energia è buona, la band si conosce alla perfezione e sul palco questa compattezza è visibile. Il frontman è davvero colpito dalla bellezza di Villa Contarini alla sua destra e dal calore del pubblico e continuerà a ringraziare tutti per le emozioni della serata. Si destreggia da maestro tra slide guitar, acustica ed elettrica, sfoggiando una buona potenza e una grande capacità di cambiare registro vocale. Una voce che diventa velluto in Masterpiece, una delle più belle canzoni d’amore scritte da Harper, molto amata anche da Rickie Lee Jones, che l’ha ricantata meravigliosamente nel suo album di cover del 2012 The devil you know, prodotto proprio da Ben Harper. Il concerto celebra i suoi vent’anni di carriera ed ascoltiamo alcuni tra i suoi brani più celebri, da Diamonds on the inside, a With my own two hands, a Burn one down (quest’ultima quasi un inno che la platea canta allegramente). Chiude il set principale una calda versione acustica di Amen Omen; prima però resta da segnalare la sindrome da “siparietto del cartello” che colpisce anche lui, dopo altre vittime illustri (vedi alla voce Bruce Springsteen). Una ragazza alza un cartellone chiedendo di fare una foto con lui, Ben risponde ironicamente che sarebbe meglio la facesse con il suo ragazzo…ciònonostante la accontenta scendendo dal palco per lo scatto di rito.

Qualche minuto di pausa ed iniziano i bis; le transenne sono state aperte e finalmente la gente si avvicina ai musicisti, l’atmosfera è decisamente meno fredda e anche la band sembra apprezzare questa maggiore empatia. Dopo una splendida All My Heart Can Take eseguita in solo con la sua slide, la chiusura è affidata a Walk away, Forever e a Better way, brano che il pubblico canta a gran voce ed emoziona anche l’artista californiano, che ringrazia commosso: Viviamo per questo e tutto questo lo dobbiamo a voiDue ore abbondanti di musica con atmosfere decisamente votate più al blues e al gospel rispetto al rock energico dei primi anni di carriera. Quello che non cambia è lo spessore artistico e umano di Ben Harper, che anche in quest’occasione si è dimostrato generoso, intenso e sensibile. Ha annunciato che sta per uscire il nuovo album con i fidati Innocent Criminals, le buone premesse di questa sera sono un ottimo biglietto da visita.

 

Elena Castagnoli