Bellezza, ancora. Mai abbastanta

La bellezza delle opere di Caravaggio nell'intervento di Vittorio Sgarbi al Teatro romano, giovedì 9 giugno.
Tra il serio e il faceto, il critico d'arte narra la vita, i viaggi, le intuizioni artistiche di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, coinvolgendo il pubblico con riferimenti all'attualità, alla politica, ai diritti civili.
Una serata immersi nell'arte dell'età moderna, nei ritratti di uno dei suoi massimi rappresentanti.
Peccato che ad una bellezza tanto universale e inconfutabile, da attraversare quattro secoli di storia, non sia corrisposta una parola altrettanto bella. Peccato che l'eleganza del tratto e l'equilibrio dei colori dell'artista, non siano stati ritenuti degni di eleganza verbale. Questa è solo l'opinione di chi scrive e ritiene che alla sostanza vada accompagnata la forma.

Con Umberto Galimberti, venerdì 10 ritorna la bellezza, quella della filosofia, del pensiero, dell'inconscio, del romanticismo.
Ad un pubblico che coinvolge una buona percentuale di giovani, Galimberti parla di Io, di follia, di passione, di sentimento. Dai Greci a Schopenhauer, dal Cristianesimo a Freud.
La Natura, la libertà e l'ambiente in relazione per dedurre che la prima, la Natura, non è né buona né cattiva, ma indifferente e che l'ambiente non è luogo di libertà ma di condizionamento.
Follia, come uno degli elementi più affascinanti della vita.
Gli interventi al pianoforte di Maximilian Trebo scandiscono i tempi della divagazione storico-filosofica.

Ieri sera, sullo stesso palco è salito Francesco Guccini, con i suoi Musici, in una conversazione poetica con Enrico de Angelis.

Roberta Camerlengo