Babilonia Teatri e ZeroFavole presentano Purgatorio al Camploy di Verona

Sedicesimo appuntamento mercoledì 12 aprile al Teatro Camploy alle 20:45 con la rassegna L'Altro Teatro organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven (Circuito Teatrale Regionale), con Ersilia Cooperativa e con EXP. In programma l’attesissimo nuovo spettacolo Purgatorio di Enrico Castellani e Valeria Raimondi, un progetto di Babilonia Teatri e ZeroFavole (realtà di Reggio Emilia già presente nel precedente Inferno) nato l'estate scorsa alla Biennale di Venezia – dove la compagnia è stata insignita del Leone d'argento per il Teatro 2016 – e che poi ha debuttato ai Teatri di Reggio Emilia lo scorso dicembre.

Lo spettacolo è percorso da un’aria di riscatto, da uno sforzo di reagire ai colpi bassi della vita. Un sacco da box oscilla sopra le teste degli attori. Le sue oscillazioni li sfiorano e li accarezzano. Li cullano e li sbattono. «Non sono oscillazioni regolari, né continue. Sono scosse – scrive Enrico Castellani nelle note di regia – come quelle della corrente alternata. Il pendolo ci ricorda che la nostra parabola non è infinita. Ogni attimo il tempo di oscillazione diventa sempre più breve fino alla stasi. Alla pace».

Con Purgatorio (già rappresentato con grandissimo successo, dopo Venezia e Reggio Emilia, ad Asolo e Lecce) Babilonia Teatri e ZeroFavole si chiedono se è dopo la fine che si comincia a purgare, come ci racconta Dante, o se invece, al contrario, con la fine il purgare cessi. Nello spettacolo la Commedia dantesca, come la fiaba in Pinocchio, fa più che altro da sponda per raccontare di esistenze “altre”, nei loro segreti e nei loro desideri, nelle loro incertezze e nelle loro paure, che sono uguali alle nostre, soltanto più visibili. Un corpo a corpo con la diversità in cui ritrovare anime pellegrine come le nostre, ma più capaci di guardarsi con una lucida risata. Una risata liberatoria che svuota l’idea di peccato come l'insegna il catechismo. Purgatorio confessa l’inconfessabile, racconta debolezze e fragilità. Racconta Enrico Castellani: «Purgatorio non mette in scena Dante ma ne sposa l’epica. Ci ricorda l’unicità di ogni vita e la sua grandezza. Di ogni vita che abita il palco mostra l’essenza per godere della sua necessaria irripetibilità. Purgatorio è un insieme di corpi diversi e lontani fra loro che si incontrano sul palco per diventare metafora di un’umanità più larga. Un’umanità che soffre e che ride. Che gioca con Dante e con la sua Commedia in un continuo scivolare dalla verità alla finzione senza mai svelare fino in fondo se quello a cui stiamo assistendo è stato deciso o sfugge a qualsiasi controllo. Senza mettere un limite netto tra noi e Dante, ma immaginando che veleggiare dal quotidiano alla commedia e viceversa sia una possibilità reale e tangibile».

Recensendo lo spettacolo sul Sole 24 Ore Renato Palazzi ha scritto: «Una sorprendente delicatezza, uno stile lieve, spigliato, allusivo. Il purgatorio, assunto a metafora di un atteggiamento nei confronti di se stessi e dei propri problemi, è una condizione sospesa dell’esistenza quotidiana, uno stato mentale a metà strada fra l’appagamento e la dannazione».
«Un teatro umano – ha sottolineato Tommaso Chimenti Bencini sul Fatto quotidiano – che mette in dubbio le certezze, che sposta gli assiomi e le verità».
Entusiasta dello spettacolo anche Nicola Arrigoni che su Sipario ha scritto: «Domande e risposte, presenze che dicono, poesia che agisce, umanità che vive e muore; una lunga ed emozionante azione poetica; suggestioni regalate da un’estetica che si compone di gesti, di una forte e denotante colonna sonora, di uno spazio scenico vuoto che finisce col riempirsi di vita, straboccare di melanconica comicità».

La compagnia Babilonia Teatri è attualmente impegnata in tre nuove produzioni: Come ti chiami scarpe di cuoio, spettacolo di teatro ragazzi, Pedigree incentrato su una nuova generazione alle prese con genitori biologici e genitori di fatto,e infine Paradiso che chiuderà la trilogia dantesca iniziata con Inferno.
Babilonia Teatri è da alcuni anni tra le compagnie più innovative del panorama teatrale contemporaneo. Si è imposta sulla scena italiana per il suo sguardo irriverente e divergente sull’oggi. Il suo stile fuori dagli schemi intende il teatro come specchio della società e della realtà. Attraverso l’uso di nuovi codici visuali e linguistici, muove la necessità e l’urgenza dell’interrogazione, per far emergere conflitti e tensioni, con ironia e cinismo, affetto e indignazione. Babilonia Teatri ha ricevuto numerosi riconoscimenti: tra questi, diversi premi Ubu, il premio Hystrio alla drammaturgia e il Premio Associazione Nazionale dei Critici di Teatro.

Prezzi biglietti: intero € 14,00 - ridotto over 65 € 12,00 - ridotto under 30 € 10,00
Info: tel. 0458008184-0458009549