Avesa presa d'assedio dalla Lega

di Agostino Mondin

Circa 300 persone, provenienti prevalentemente dall'Africa sono costrette a convivere a Costagrande sopra Avesa. La loro presenza ha già provocato le reazioni di chi si oppone alla possibilità di garantire loro accoglienza ed ospitalità in Italia. Nel tardo pomeriggio di oggi ( lunedì 20 luglio) è stato il turno della Lega Nord che ha organizzato un presidio in piazza ad Avesa. In un tripudio di  "-clandestini +occupazione"ed altre amenità, il partito di Salvini ha voluto ribadire il suo concetto di accoglienza scritto su molti cartelli :"Sì al reato di clandestinità". Sotto attacco pure il sindaco Tosi accusato di essere collaborazionista. Mentre i leghisti erano impegnati a farsi vedere dalle tv e dai giornali locali, un gruppo di una ventina di antagonisti presidiava l'ingresso di Costagrande esponendo uno striscione.
In tutto questo marasma i richiedenti asilo sono molto nervosi per una situazione di cui non riescono a vedere sbocchi positivi. "Quassù è come essere in uno zoo" ci dicono le persone con cui abbiamo parlato fuori dal cancello,"ci sono i recinti come per gli animali" ed in più ci sono gravi difficoltà anche solo a spostarsi fino in città. I richiedenti asilo non ne possono più di essere strumentalizzati (e qualche giornalista si presta a tutto ciò) per fini politici e vorrebbero risposte immediate. Una di queste dovrebbe arrivare nei prossimi giorni con l'istituzione di un pulmino per scendere e salire dalla città.  Anche domani mattina i migranti di Costagrande protesteranno per la loro situazione lungo le strade vicine, a partire dalle 8.

Di seguito il comunicato dei cittadini e delle cittadine che hanno voluto portare la solidarietà della città civile
 

La polizia minaccia gli antirazzisti, via libera ai neofascisti

Oggi pomeriggio ad Avesa la Lega e Forza Nuova con il gruppo integralista Christus Rex manifestavano contro l’insediamento di circa trecento profughi ospitati in una struttura della zona gestita da una cooperativa. Forza Nuova aveva comunicato l’intenzione di raggiungere il luogo dove risiedono i profughi con il pretesto di incontrare il proprietario della struttura. Per questo una ventina di cittadini e cittadine antirazzisti li hanno preceduti improvvisando una presenza fuori dai cancelli in difesa degli ospiti. La polizia, intervenuta dapprima con toni fintamente paternalistici per far togliere l’unico striscione che recitava “Indietro non si torna refugees welcome” e due bandiere antifa, è passata rapidamente alle minacce di sgombero con uso della forza, schierando in maniera molto aggressiva una schiera di celerini. I presenti sono stati continuamente ripresi dalla telecamera della Digos che, non soddisfatta, ha poi provveduto all’identificazione. La motivazione di tanta arroganza stava nel fatto di costituire un problema di ordine pubblico in quanto motivo di attrazione per i neofascisti che, secondo la polizia, sarebbero comunque rimasti nel luogo previsto per la loro manifestazione. Cosa che invece non è affatto avvenuta tant’è vero che, mentre gli attivisti scendevano verso il paese, molti gruppetti di razzisti salivano verso la struttura. 

Le istituzioni, in tutta Italia, continuano a stravolgere la realtà politica e sociale equiparando chi cavalca l’odio razzista e fascista nei confronti degli ultimi a chi invece si batte per estenderne i diritti. 

Ci chiediamo se, visto che la gestione dell’accoglienza dei profughi è finanziata con progetti europei, non sia possibile uscire dalle politiche di emergenza e progettare un’accoglienza diversa, che non favorisca reazioni di violenza razzista nella popolazione, offrendo il fianco alle strumentalizzazioni delle destre e della Lega. 

Cittadini/e antirazzisti