Arto Lindsay @ Oltre- Festival TeneraMente

La serata conclusiva della sezione Oltre del Festival TeneraMente é affidata ad Arto Lindsay, musicista cosmopolita che non smette, dopo oltre trent'anni di carriera, di sorprendere e di farci domande sul senso dell'arte. Fin dagli esordi no wave con i DNA, proseguendo con il furore jazzcore della Factory di John Zorn, passando per la scoperta negli anni 90 delle musiche brasiliane e della melodia con il meraviglioso O Corpo Sutil,  questo timido rivoluzionario continua a guardare il mondo con curiosità e desiderio di andare oltre la superficie del mondo contemporaneo. E con questo spirito mi piace interpretare la serata  in solo al Vittoriale, solo Arto Lindsay con la sua chitarra elettrica a trasfigurare la canzone rock, il samba, il folk con feedback millimetrici, screziature e bagliori noise che trasformano le canzoni in turbolenti haiku, in furenti pennellate impressionistiche al calor bianco. La voce, malinconica dal sapore beffardo, si trasforma nell'altro strumento dell'artista, vera no-rockstar concentrato su ogni accordo, ogni svisata, ogni strofa. Musica impegnativa ma che sa divertire, che fa muovere gambe e cervello, che non indulge in autocompiacimenti che tutto sommato il nostro si potrebbe anche concedere. Un'ora abbondante di musica, più due bis in sequenza che lasciano noi del pubblico del Laghetto delle Danze più incuriositi e aperti che mai.

 

Massimiliano Venturini